Morto il vescovo amico di papa Francesco

27 Settembre 2018

Monsignor Santucci aveva 89 anni, una vita dedicata al Signore. Aveva guidato la diocesi di Trivento. Il ricordo dei fedeli

MAGLIANO DE’ MARSI. È morto nella sua abitazione di Magliano, tra l’affetto dei familiari, del fratello Mario e di tanti nipoti. Monsignor Antonio Santucci, già vescovo emerito della diocesi di Trivento, ieri mattina è tornato nella casa del padre. Era nato nel 1928 a Magliano de’ Marsi da un’umile famiglia contadina e da subito aveva scelto di dedicare la sua vita al Signore. Dopo anni di servizio nella Marsica, fu nominato nel 1985 vescovo di Trivento, diocesi che abbraccia un territorio a cavallo tra il Molise e il Vastese.
Monsignor Santucci era anche cittadino onorario di Rosello, nel Chietino.
Recentemente si era ritirato a San Giovanni Rotondo a causa delle sue precarie condizioni di salute e anche papa Francesco era andato a trovarlo in camera suscitando grande commozione tra tutti i confratelli e tra i fedeli. Negli ultimi giorni aveva deciso di tornare a Magliano, nella sua amata terra, dalla sua famiglia. Nei giorni scorsi è andato da lui anche il vescovo di Avezzano, monsignor Pietro Santoro. Una visita amorevole durata circa mezz’ora. Santoro era andato a trovarlo più volte anche in ospedale durante l’ultimo ricovero.
Lascia un esempio cristiano da seguire, un messaggio di amore scritto con la sua stessa vita. La comunità di Magliano e quella di Carsoli, dove era stato parroco per tanti anni, hanno appreso con rammarico la notizia della sua scomparsa.
Uomo e religioso di grande carisma, umile, disponibile, sensibile, Santucci era stato ordinato sacerdote all’età di 23 anni. Fra un mese avrebbe compiuto 90 anni. Era infatti nato il 30 ottobre 1928 e frequentato il ginnasio nel seminario diocesano di Avezzano, il liceo e teologia nel seminario regionale di Chieti. Era stato ordinato presbitero il primo luglio 1951. Molto intensa la sua attività da religioso e da pastore. Monsignor Santucci è stato anche rettore del seminario diocesano dal 1955 al 1973. Contemporaneamente ha insegnato lettere nel ginnasio del seminario. Era stato canonico della cattedrale di Avezzano dal primo luglio 1955 e canonico teologo della cattedrale dei Marsi dal primo settembre 1965. Era stato anche cameriere segreto del papa nel 1963. Nel sinodo diocesano nel 1958 fu nominato esaminatore e giudice del sinodo. È stato anche vice assistente della Gioventù femminile di Azione cattolica dal 1951 al 1955. Assistente della stessa Associazione dal 1955 al 1970. Presidente della Commissione diocesana di liturgia dal 1962 al 1975. Incaricato diocesano per l’ecumenismo fin al 1960. Direttore diocesano dell’Unione apostolica del clero dal 1965. Eletto al Consiglio presbiterale la prima volta il 29 settembre del 1966 e rieletto in tutti i successivi Consigli. Parroco di Carsoli dal primo febbraio del 1973 ed eletto vicario foraneo il 20 settembre 1974. Insegnante di religione nelle scuole statali dal 1970. Nominato vicario generale della diocesi di Avezzano il primo novembre del 1979. La missione da vescovo di Trivento arrivò l’8 maggio 1985 con la consacrazione avvenuta il 22 giugno 1985, per mano del cardinal Bernardin Gantin. Fa ingresso solenne in diocesi il 27 luglio 1985. Per molti anni è incaricato Ceam per la pastorale social e del lavoro. Divenne amministratore apostolico di Trivento il 17 ottobre e lo resta fino al 18 dicembre 2005.
Gli amici più stretti lo ricordano in preghiera costante. «In macchina era sempre con il rosario in mano», racconta l’amico fraterno Tito Fratoddi, «e anche in camera pregava ininterrottamente».
Nel periodo trascorso a San Giovanni Rotondo, oltre a celebrare le messe televisive, acquisendo una grande popolarità, trascorreva molto tempo a confessare. Ha avuto sempre un tenore di vita molto umile. Era molto devoto della Madonna di Malito e amante dei santuari mariani.
Le esequie si terranno oggi alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia di Magliano de’ Marsi. Sarà presente una nutrita delegazione dal Molise e da Rosello, ma anche confratelli da San Giovanni Rotondo, oltre al vescovo monsignor Claudio Palumbo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA