Morto l’operaio sceso dal bus e investito

18 Novembre 2016

Cerchio, era ricoverato in ospedale da otto giorni. Riesplodono le polemiche per la chiusura di Neurochirurgia

CERCHIO. Non ce l’ha fatta Rocco Tucceri, il 53enne dipendente di una ditta di pulizie ricoverato all’ospedale dell’Aquila a causa delle ferite riportate nell’investimento avvenuto a Cerchio la scorsa settimana. Dopo otto giorni l’uomo è morto. Aveva riportato un grave trauma cranico e dopo l’incidente, avvenuto intorno alle 21.15 sulla Tiburtina, vicino al bivio, nei pressi del bar, era stato trasferito al San Salvatore dell’Aquila perché ad Avezzano la Neurochirurgia è chiusa. La conducente dell’auto, una 30enne di Pescina, aveva detto ai soccorritori di non aver visto il pedone a causa della scarsa visibilità e del buio. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Trasacco e del nucleo radiomobile, intervenuti sul posto, sembra che l’auto viaggiasse a una velocità moderata. Il 53enne, sempre secondo la ricostruzione, sarebbe sceso per poi passare dietro all’autobus per attraversare la strada. In quel punto non ci sono le strisce pedonali. Dalla parte opposta proveniva la giovane di Pescina a bordo della sua Lancia Y.

In un attimo avrebbe sentito il botto vedendo il parabrezza andare in frantumi. Il ferito è stato trasportato prima al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano e poi trasferito a quello dell’Aquila.

Dopo l’impatto la giovane conducente, sotto shock, è stata colta da un malore. Non ha però riportato traumi.

Il 53enne lavorava per una ditta che svolge i servizi sugli autobus della Tua (ex Arpa) ed era molto conosciuto e stimato in paese. Lascia la moglie Renata e due figli Andrea ed Emanuele, di 23 e 16 anni. La data dei funerali non è stata ancora fissata. Tutto dipenderà dalle decisioni della magistratura che dovranno rilasciare il nullaosta alla sepoltura. L’operaio aveva riportato lesioni interne in più parti del corpo, ma soprattutto un grave trauma cranico. I continui trasferimenti di pazienti all’Aquila suscitano perplessità tra la popolazione. Il reparto di neurochirurgia di Avezzano è stato chiuso a luglio con un contestatissimo provvedimento del primario dell’Aquila, Renato Galzio. Una decisione che a più riprese è stata definita temporanea da parte della Asl che ha avallato la decisione in attesa dell’assunzione di altri neurochirurghi. La morte di Tucceri ha suscitato grande tristezza in paese dove era molto conosciuto. In questi giorni di apprensione la popolazione sperava che il 53enne potesse farcela e che le sue condizioni migliorassero. Invece così non è stato. Gli amici lo ricordano come una persona onesta, disponibile e cordiale.

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