Morto l’uomo che illuminava il Salviano
Totò Foglia aveva 82 anni e accendeva le fiaccole lungo la Via Crucis in occasione della Pietraquaria
AVEZZANO. Lo chiamavano Totò. Ma per tutti era l’uomo delle fiaccole che nella notte della Pietraquaria illuminava la Via Crucis sul monte Salviano. Aveva cominciato all’età di sei anni, seguendo l’esempio del papà Giuseppe e una tradizione che accompagnava la sua famiglia fin dopo il disastroso terremoto del 13 gennaio 1915. Antonio Foglia se n’è andato all’età di 82 anni e il prossimo 26 aprile gli avezzanesi che adorano la Pietraquaria, patrona della città, avranno un pensiero speciale per lui, quando sul monte Salviano si accenderà il serpentone di luci che caratterizza la ricorrenza.
Totò Foglia ha lavorato per una vita in Comune: metteva in funzione gli impianti di riscaldamento nelle scuole. Abitava in una casa ai Frati, nel quartiere di Borgo Angizia, e come da tradizione di famiglia si preparava a lungo per l’evento del 26 aprile. La sera, quando in città si accendono i tradizionali focaracci in onore della Vergine, Foglia aveva cura, insieme a una squadra di volontari, di illuminare il percorso della Via Crucis.
Prendeva i barattoli utilizzati per contenere il pomodoro dalla pizzeria Corrado, in piazza Risorgimento, e la ditta Lilli Petroli gli offriva la nafta. La storica squadra per l’accensione era composta, oltre che da Totò Foglia, da Peppe Massaro, dai fratelli Alfredo e Terenzio Zarroli, da Vittorio Cipriani (detto Trattore) e Andrea Fiasca e Carletto Giovannone. Negli anni si sono aggiuntiStefano e Alessandro Fiasca, Giorgio Ricciardi e Alessia Oliver.
«La nascita della tradizione si perde nella memoria», ricorda Nunzia Foglia, la nipote di Totò, «aveva cominciato mio nonno e poi mio zio aveva proseguito per decenni quella che considerava un’autentica missione. Mio zio era una persona squisita, che se n’è andata in silenzio, come nel suo stile. Quattro mesi fa aveva perso la madre e forse si è lasciato andare. Ha continuato la tradizione della fiaccolata incessantemente, durante la guerra e in qualsiasi condizione meteorologica. Vogliamo ricordarlo e pensiamo di omaggiarlo anche con una targa, da svelare lungo il percorso che porta sul monte Salviano, e per questo rivolgiamo un appello al Comune affinché mio zio Totò non venga dimenticato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

