Morto nel canale, 9 misteriose telefonate

Il giallo del Fucino: registrate nel cellulare lo stesso giorno della sparizione del 35enne Valletta
LECCE NEI MARSI. La sera del 18 maggio scorso qualcuno chiamò ripetutamente sul cellulare di Cesidio Valletta, il 35enne di Lecce nei Marsi ritrovato senza vita in un canale del Fucino dopo quattro giorni di ricerche. Il numero telefonico dal quale sono partite nove chiamate, tutte in entrata ed effettuate nel giro di circa un’ora, risulta intestato a un cittadino straniero.
La perizia sullo smartphone della vittima, disposta dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, che coordina le indagini, potrebbe aprire nuovi importanti scenari investigativi. Al momento, per la morte del tecnico di radiologia risulta indagato per omicidio stradale il compaesano Biagio Paraninfi, 38 anni, proprietario della Nissan Almera a bordo della quale i due viaggiavano la sera del 18 maggio, prima di restare coinvolti in un misterioso incidente avvenuto lungo Strada 26 del Fucino tra le 19.30 e le 20. Il corpo senza vita di Valletta verrà ritrovato solo quattro giorni dopo in un canale di scolo a circa 300 metri dal luogo in cui l’auto sarebbe uscita fuori strada.
Sull’attività investigativa c’è il massimo riserbo. Non è trapelato se lo straniero risulti, in qualche modo coinvolto nella vicenda, sia stato già ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti. Secondo indiscrezioni, anche nei giorni precedenti a quello dello scomparsa tra Valletta e l’extracomunitario sarebbero intercorse altre telefonate. Inoltre, si indaga pure sul prelevamento di una somma di denaro da un bancomat della zona. Subito dopo l’incidente dal cellulare della vittima risulterebbero alcune chiamate verso la madre e il padre. Poi Valletta telefonò un paio di volte anche a Paraninfi, prima di scrivergli su Whatsapp: «Ho freddo, vienimi a prendere». Sono le 10.40 e quella sarà l’ultima attività riscontrata sul telefono del 35enne. Altre risposte potrebbero arrivare dalla posizione Gps dello smartphone ritrovato in tasca al ragazzo utile a chiarire se il tecnico di radiologia sia rimasto nello stesso posto o al contrario si sia allontanato per poi tornarvi in seguito. Per completare il puzzle investigativo manca, però, un ultimo importante tassello: l’esatta causa della morte. Gli esiti dell’esame autoptico eseguito dal medico legale Cristian D’Ovidio sono attesi tra la fine di agosto e i primi settembre. Dai primi riscontri dell’autopsia sono stati esclusi sia la morte violenta che traumi collegati con il misterioso incidente stradale. Del giallo si è occupata anche la trasmissione di Raitre “Chi l’ha visto?”.
Secondo quanto ricostruito, il 35enne si era allontanato volontariamente da casa a seguito di un diverbio con i familiari e la sera stessa sarebbe rimasto coinvolto nell’incidente stradale mentre viaggiava a bordo dell’auto guidata da Paraninfi. Poi di lui si è persa ogni traccia, fino al tragico ritrovamento.
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