Morto nel fiume, auto sotto la lente dei Ris

Quattro ore di rilievi su sedile posteriore e bagagliaio: si cercano tracce biologiche di D’Orazio. Spunta una lettera anonima
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Oltre quattro ore di rilievi tecnici e scientifici con le più sofisticate strumentazioni. Sono stati eseguiti nell’auto sequestrata dai carabinieri a uno dei due giovani indagati nel caso riguardante la morte di Collinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto dei Marsi trovato senza vita nel fiume Giovenco dopo 23 giorni di ricerche.
Ieri mattina sono arrivati i militari del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma a cui sono stati affidati gli accertamenti.
L’incarico è stato conferito in Procura alla presenza dei legali delle parti interessate e del sostituto procuratore Lara Seccacini, titolare dell’inchiesta per omicidio (contro ignoti) e abbandono di incapace (nel registro sono iscritti i due giovani di San Benedetto dei Marsi). Alle 10.30 i carabinieri del Ris, accompagnati dal tenente Bruno Tarantini, hanno iniziato i rilievi nella caserma di via Fontana, dove l’Audi A3 si trovava sotto sequestro da circa un mese. Sono andati avanti fino alle 14.30. I militari del Ris hanno ispezionato con particolare riguardo il sedile passeggero posteriore e il portabagagli. Un’analisi finalizzata a individuare tracce biologiche di D’Orazio. Repertati capelli, peli e fibre di tessuto. Nei prossimi giorni sarà presentata una relazione preliminare in Procura ed entro sessanta giorni i Ris consegneranno il rapporto definitivo. Per i legali degli indagati, era presente l’avvocato Mario Flammini.
Mirko Caniglia e Fabio Mostacci, entrambi 27enni, hanno raccontato di essere stati gli ultimi ad avere visto D’Orazio, accompagnandolo a casa per poi lasciarlo in una strada secondaria del paese. I due sono accusati di abbandono di incapace. Nelle ultime ore sarebbe arrivata in Procura una lettera anonima secondo cui l’auto dei due giovani sarebbe stata avvistata in una zona diversa da quella indicata nelle loro deposizioni. Su questo punto, qualora trovasse conferme, potrebbero aprirsi anche altri scenari. Intanto, martedì sono stati ascoltati, come persone informate sui fatti, la madre della vittima, Teresa Di Nicola, e il fratello Cheri, assistiti dall’avvocato Berardino Terra. Sono state approfondite soprattutto alcune dichiarazioni fatte dal fratello del 51enne riguardanti alcune frequentazioni avute da lui in passato.
I carabinieri della compagnia di Avezzano, agli ordini del capitano Pietro Fiano, lavorano in più direzioni.
Sono in corso analisi di tutti i dati riguardanti le attività di comunicazione, anche attraverso i social network, presenti nei telefonini dei due indagati. Verrà recuperato il contenuto cancellato dalla memoria dei cellulari sequestrati e verrà memorizzato su supporti magnetici. In corso anche accertamenti medico-legali, eseguiti nel corso dell’autopsia. Alcuni elementi farebbero pensare a una morte per annegamento, ma diverse lesioni sul corpo restano da spiegare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

