Morto nel fiume, indagini prorogate
Il gip dà altri sei mesi per chiarire il mistero sulla fine di D’Orazio
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Altri sei mesi d’indagine per fare luce sulla tragica fine di Collinzio D’Orazio, il 51enne trovato senza vita nel fiume Giovenco a circa un mese dalla scomparsa. Il gip del tribunale di Avezzano, Carla Mastelli, ha accolto la richiesta del pm Lara Seccacini e ha concesso una proroga per consentire tutti i dovuti accertamenti. Restano due i giovani indagati, gli ultimi che stando proprio alla loro testimonianza, hanno visto in vita l’uomo di San Benedetto dei Marsi. Si tratta di Fabio Sante Mostacci, e Mirko Caniglia, entrambi di 27anni, difesi dagli avvocati Mario Flammini e Antonio Milo. La famiglia D’Orazio, madre, padre e fratello, sono invece assistiti dall’avvocato Berardino Terra. Di recente, proprio la madre dell’uomo, Teresa Di Nicola, aveva rivolto un appello agli inquirenti nella speranza di avere risposte sulla tragica morte del figlio. Sull’Audi A3 sequestrata a uno dei due giovani, al momento indagati per abbandono di incapace (D’Orazio aveva una disabilità), sono stati compiuti una serie di prelievi da parte dei carabinieri del Ris. Altri accertamenti hanno riguardato i telefonini dei due e altri supporti informatici. (r.rs.)
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