Morto nel fiume, un altro colpo di scena

28 Febbraio 2019

I due giovani indagati per abbandono d’incapace, l’accusa di omicidio riformulata contro ignoti. Primi esami del medico legale 

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un nuovo colpo di scena nel giallo sulla scomparsa e la morte di Collinzio D’Orazio. Fabio Sante Mostacci e Mirko Caniglia, i due 27enni che per ultimi hanno raccontato di avere visto in vita l’uomo, sono indagati per abbandono di incapace e non più per omicidio. Decisione adottata dalla Procura al momento del conferimento dell’incarico all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio dell’Università D’Annunzio che ieri ha eseguito l’autopsia sul 51enne. Un esame durato ore, preceduto da una Tac in ospedale sulla salma e da un sopralluogo che lo stesso medico legale ha compiuto nel punto in cui sabato scorso il Nucleo sommozzatori dei carabinieri di Pescara ha ritrovato il cadavere. Scoperta fatta nel fiume Giovenco, all’altezza della diga della Cintarella. L’indagine per omicidio resta ma è contro ignoti. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e oggi D’Ovidio farà una prima relazione al sostituto procuratore Lara Seccacini titolare dell’inchiesta. Per avere un quadro più dettagliato sulle cause che hanno portato al decesso ci vorranno dei giorni. Da chiarire se l’uomo è annegato nel corso d’acqua, dopo una caduta e quindi un incidente (secondo i testimoni era ubriaco), oppure se vi è stato gettato. Da chiarire anche la genesi delle ferite riscontrate sul corpo, in particolare all’altezza della gola. All’esame di ieri ha partecipato anche Luigi Calvisi, medico legale dell’Aquila nominato dagli avvocati Antonio Milo, Franco Colucci e Mario Flammini che difendono i due giovani di San Benedetto dei Marsi. La famiglia D’Orazio, invece, è assistita dall’avvocato Berardino Terra.
Gli indagati continuano a negare con forza di aver fatto del male al 51enne, sostenendo di averlo solo accompagnato prima a casa, dove non è voluto scendere, e successivamente di averlo lasciato alla periferia del paese. Fatto che sarebbe avvenuto la notte di venerdì 1 febbraio, giorno della scomparsa. Quella stessa sera l’Audi A3 dei giovani ha avuto un misterioso incidente. I carabinieri della compagnia di Avezzano continuano gli accertamenti. Domani verrà eseguita un’analisi tecnica irripetibile sugli smartphone sequestrati a Mostacci e Caniglia, mentre altri rilievi sono in corso sull’auto con cui D’Orazio sarebbe stato trasportato.
Il giallo di San Benedetto è stato affrontato nuovamente dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” andata in onda ieri sera su Raitre. Senza aggiungere alcun dettaglio sulla vicenda.
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