Morto nell’auto, fatale un attacco di cuore

L’autopsia chiarisce la tragedia nel Fucino: ricostruiti gli ultimi istanti di vita dell’ingegnere 72enne
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un infarto ha causato la morte di Agostino Cerasani. È quanto stabilito dall’autopsia eseguita ieri all’obitorio dell’ospedale di Avezzano dall’anatomopatologo Cristian D’Ovidio incaricato dalla magistratura avezzanese. Esami durati circa due ore. Si risolve così il giallo nel Fucino.
L’ingegnere di 72 anni, di San Benedetto dei Marsi, ex dipendente Olivetti, è stato trovato senza vita all’interno della sua auto, una Fiat 500 L, poche ore dopo la segnalazione di scomparsa. Aveva avuto anche un incidente di modesta entità. Da una ricostruzione dei fatti, Cerasani era andato ad Avezzano per farsi visitare in pronto soccorso ed essere sottoposto a tampone. Il professionista aveva avuto un po’ di febbre ma visto che aveva ospitato un nipotino in casa per qualche giorno temeva potesse contagiarlo qualora fosse positivo al coronavirus. Una precauzione e una sensibilità nei confronti del bambino. Solo post mortem si è accertato che non era stato contagiato. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Avezzano, Elisabetta Labanti, a lanciare l’allarme sono stati i familiari che non lo vedevano rincasare. Sono state avviate subito le ricerche per individuare il disperso e la sua auto. Intorno alle 2 del mattino la scoperta dell’auto su Strada 21 nel Fucino. All’interno il corpo senza vita del pensionato. Si trovava sul sedile passeggero. Lungo il percorso dall’ospedale al luogo dell’incidente aveva anche avuto il tempo di acquistare della pizza. L’autopsia spiega ora numerosi particolari che non erano ancora chiari. Il 72enne mentre viaggiava in direzione San Benedetto dei Marsi potrebbe aver sbagliato strada e la sua auto si è schiantata contro un cumulo di terra che delimita il ponte chiuso da anni. Un disorientamento che il medico legale fa appunto risalire all’infarto in corso. Il malessere potrebbe aver provocato “fame d’aria” e per questo motivo l’uomo è uscito dall’auto e ha chiamato la figlia per chiedere aiuto. Poi sarebbe risalito sul sedile del passeggero dove ha perso la vita. «È stata una tragica fatalità», spiega l’amico della vittima, Giammarco De Vincentis, «Agostino era in grado di fare ogni cosa autonomamente e spesso andava a trovare le figlie a Padova o a Roma, visto che lui era in pensione e la moglie lavorava ancora. Purtroppo, proprio nella sua terrà, si è verificato l’incidente e poi il malore. Era una persona speciale, ci mancherà molto».

