«Morto per gli effetti del Covid»: nessun colpevole, caso archiviato

25 Aprile 2023

Si chiude così la vicenda sulla scomparsa del 41enne Valentini, deceduto qualche giorno dopo il papà La perizia disposta dalla Procura: «I medici seguirono i protocolli e le linee guida in quel momento noti»

AVEZZANO. È morto a causa di «un’embolia polmonare massiva che ha provocato un arresto cardiorespiratorio». Una situazione clinica provocata dal Covid.
È quanto emerge dalla relazione del consulente tecnico incaricato dal pubblico ministero di Avezzano riguardo al caso della morte sospetta di Alberto Valentini, il 41enne di Tagliacozzo che ha perso la vita il 16 aprile 2021 dopo un ricovero per Covid, a pochi giorni dalla morte del padre Giovanni, di 73 anni, “il gigante buono” di Tagliacozzo. La morte dei due ambulanti, entrambi contagiati dal coronavirus, colpì profondamente la comunità di Tagliacozzo e la Marsica tutta.
I due vivevano da soli, la madre del giovane era morta diversi anni prima. La storia di questa famiglia sterminata dal virus nel giro di poche ore commosse l’opinione pubblica e varcò i confini regionali. Riguardo alla morte del 41enne, uno sportivo, sempre in buona salute, senza patologie, i familiari si sono rivolti agli avvocati Luca e Pasquale Motta chiedendo di conoscere la verità e capire se la sua morte poteva essere evitata. Infatti, Alberto Valentini aveva parlato al telefono e mandato messaggi agli amici, fino a due ore prima del decesso. La Procura di Avezzano aveva aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo, ma alla luce la relazione del Ctu, Simona Ricci, l’inchiesta è stata archiviata. Secondo la relazione medico-legale, il 41enne era stato ricoverato tramite il 118 all’ospedale di Avezzano dopo un quadro febbrile e una problematica respiratoria evidente. All’ingresso in ospedale era stata diagnosticata con una Tac una polmonite interstiziale bilaterale che veniva gestita con una terapia antibiotica cortisonica e antinfiammatoria oltre che con un anticoagulante. Nonostante ciò era subentrata una trombosi a una gamba il 10 aprile. Una trombosi che, secondo quanto si legge nella relazione tecnica, «nonostante la terapia non era regredita, portando il paziente, dopo 6 giorni, alla morte per la formazione di un’embolia polmonare». Secondo la relazione, «il decesso è compatibile con una insufficienza respiratoria acuta da embolia polmonare, trombosi venosa profonda a una gamba, complicanze di un quadro da infezione da SarsCov2, dopo una polmonite bilaterale». In sostanza, secondo il ctu, «le cause della morte sono conseguenza diretta dell’infezione da SarsCov2». Secondo la relazione, quindi, da parte dei sanitari intervenuti «non si ravvisano elementi di colpa professionale, avendo adottato gli stessi in tutti i momenti della malattia i protocolli e le linee guida in quel momento noti». La Procura di Avezzano ha quindi archiviato il caso.
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