Morto sul lavoro, nuove indagini Un giallo quelle tracce cancellate

Il gip si oppone all’archiviazione. Cicchetti, 59enne di Celano, perse la vita nel ribaltamento della gru Dubbi sui sistemi di sicurezza. Entro il 31 marzo andranno ascoltati quattro colleghi della vittima
CELANO. Un supplemento d’indagine per fare piena luce sulla tragica fine di Antonio Cicchetti, l’operaio 59enne di Celano travolto dall’autogru che stava manovrando lungo la Provinciale 17 tra Ortona dei Marsi e Aschi Alto. Un incidente sul lavoro avvenuto il 18 giugno 2021. Una vicenda che si tinge di giallo, stando a quanto evidenziato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia. È emerso infatti che non era inserito il sistema di sicurezza che avrebbe dovuto impedire il ribaltamento del mezzo. E, particolare ancora più anomalo, sarebbero state cancellate delle tracce dello pneumatico dal luogo dell’incidente. Per la tragedia resta indagata L.M., anche lei di Celano, legale rappresentante della Limaco srl di Aielli, società di costruzioni per la quale Cicchetti lavorava da 35 anni. La società, al momento dell’infortunio mortale, stava eseguendo lavori a un depuratore per conto del Consorzio acquedottistico marsicano.
NO ALL’ARCHIVIAZIONE
Il gip Proia si è opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Ugo Timpano, titolare dell’inchiesta. Quest’ultimo, in base alla consulenza tecnica del geometra Cristiano Ruggeri, ha ritenuto di archiviare perché l’incidente era da ricollegare a una errata manovra compiuta da Cicchetti (in pratica, l’operaio avrebbe dovuto astenersi dal compierla in assenza di un adeguato supporto e di personale che avrebbe potuto aiutarlo a mantenere una visuale completa della strada nella fase di discesa). Alla richiesta di archiviazione si sono opposti i familiari del 59enne, assistiti dall’avvocato Lucio Cotturone.
IL RAPPORTO DELLA ASL
In base a quanto evidenziato dagli esperti del Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro della Asl non vi era stata una «corretta valutazione del rischio specifico a cui la persona offesa era esposta durante la manovra, valutazione che avrebbe dovuto elaborare il datore di lavoro».
NUOVE TESTIMONIANZE
Nel restituire gli atti al pm Timpano, il gip chiede di ascoltare quattro operai presenti sul luogo della tragedia (nessuno di loro è indagato). A.C. e A.Z. sono chiamati a chiarire meglio la dinamica del sinistro, precisando se questo sia dipeso da ribaltamento della gru dalla strada o dal carrellone, e dovranno spiegare il motivo per il quale lo spinotto non era stato inserito e a chi spettava farlo («sistema di blocco dell’asse posteriore non attivato», come emerso dalla relazione di Ruggeri). Altri due operai, A.V. e W.V., dovranno fornire delucidazioni anche in merito «alla rimozione delle tracce del carrellone, come accertato dai carabinieri nel fascicolo fotografico». Dovranno infine essere riascoltate moglie e figlia della vittima «in ordine alle perplessità del Cicchetti sulla sicurezza del lavoro». Indagini che dovranno essere svolte «entro e non oltre il 30 marzo 2023». L’indagata è difesa dall’avvocato Vittoriano Frigioni.
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