Morto sul lavoro, si va dal giudice: 1,5 milioni di danni per i familiari

3 Ottobre 2023

È la richiesta avanzata dagli eredi dell’operaio Antonio Cicchetti, travolto dall’autogru che manovrava Domani mattina la prima udienza in tribunale. Il procedimento penale è stato archiviato dal gip

CELANO. Lamentano danni parentali da morte e danni biologici, che ammonterebbe a un milione e mezzo di euro, i familiari di Antonio Cicchetti, l’operaio 59enne di Celano travolto dall’autogru che stava manovrando lungo la Provinciale 17 tra Ortona dei Marsi e Aschi Alto. Un incidente sul lavoro avvenuto il 18 giugno 2021.
L’udienza davanti al giudice del lavoro del tribunale di Avezzano, Antonio Stanislao Fiduccia, è fissata per domani mattina. I familiari di Cicchetti sono assistiti dagli avvocati Lucio Cotturone del Foro di Avezzano e Alessandro Margiotta di Sulmona.
L’operaio di Celano lavorava da 35 anni alle dipendenze di una società che al momento dell’infortunio mortale stava eseguendo lavori a un depuratore per conto del Consorzio acquedottistico marsicano. L’uomo si ribaltò con un mezzo meccanico restando intrappolato nella cabina di guida. La richiesta di risarcimento riguarda i familiari della vittima. L’azienda è assistita dall’avvocato Franco Paolini che ha chiesto il rigetto del ricorso.
Una vicenda, quella di Cicchetti, che ha fatto molto scalpore nella Marsica, al pari dei tanti, troppi incidenti sul lavoro che avvengono in Abruzzo come nel resto d’Italia. Dopo una lunga battaglia, il procedimento penale è stato archiviato. Inizialmente era stato il gip Maria Proia del tribunale di Avezzano a opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Ugo Timpano, titolare dell’inchiesta. Quest’ultimo, in base alla consulenza tecnica del geometra Cristiano Ruggeri, ha ritenuto di archiviare perché l’incidente era da ricollegare a una errata manovra compiuta da Cicchetti (in pratica, l’operaio avrebbe dovuto astenersi dal compierla in assenza di un adeguato supporto e di personale che avrebbe potuto aiutarlo a mantenere una visuale completa della strada nella fase di discesa). Secondo il Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro della Asl non vi era stata una «corretta valutazione del rischio specifico a cui la persona offesa era esposta durante la manovra, valutazione che avrebbe dovuto elaborare il datore di lavoro». Quindi era stato chiesto un supplemento di indagini. Alla fine è però arrivata l’archiviazione. Dopo che anche il reclamo dei legali è stato archiviato. Quindi si prosegue sul piano civile.
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