Morì con l’auto nel canale in quattro sotto inchiesta

4 Giugno 2014

AVEZZANO. La procura della Repubblica di Avezzano ritiene la Provincia corresponsabile dell’incidente stradale nel quale il 17 gennaio del 2013 nel quale morì il giovane pescinese Giuseppe Asci...

AVEZZANO. La procura della Repubblica di Avezzano ritiene la Provincia corresponsabile dell’incidente stradale nel quale il 17 gennaio del 2013 nel quale morì il giovane pescinese Giuseppe Asci finito in un canalone in seguito a un impatto sulla Marruviana tra Trasacco e Avezzano. L’avviso di garanzia è stato inviato dal pm Vincenzo Barbieri al conducente della macchina coinvolta nello schianto, Paolo Agabitini, residente a Lanciano, e, inoltre, al dirigente all’epoca dei fatti del settore viabilità della Provincia, Francesco Fucetola, al responsabile della viabilità dell’area carseolana-marsicana, Giuseppe Bernardini, e al cantoniere Giacomo Continenza. A tutti il pm contesta l’omicidio colposo mentre ai dipendenti provinciali viene contestata l’omissione di atti di ufficio in quanto Continenza, avendo l’obbligo di sorveglianza, avrebbe omesso di segnalare agli altri due le situazioni di pericolo in relazione alle protezioni per le potenziali cadute delle auto nel canale fluviale. Bernardini aveva l’obbligo di di proporre interventi per garantire la sicurezza stradale essendo di dominio pubblico il verificarsi di incidenti stradali.

Fucetola, infine, nella veste di dirigente, ometteva di attivarsi pur conoscendo la situazione di rischio in quelle zone. Il pm, in proposito, elenca una serie di incidenti che si sono verificati in quelle aree dal 2011. Sono stati undici gli incidenti rilevati dai carabinieri e dai vigili del fuoco di Celano. Egli, secondo il pm, avrebbe dovuto sollecitare iniziative visti i tanti fatti di sangue che si sono susseguiti in quelle strade e che sono stati oggetto di un notevole risvolto mediatico.

In quegli incidenti, nel complesso, oltre a una persona deceduta, ci sono state una ventina di soggetti feriti in modo più o meno grave.

In sostanza, ai dipendenti dell’ente viene contestato il non avere fatto nulla per prevenire incidenti che, stando agli atti, non era impossibile prevedere. Gli imputati sono assisttiti dagli avvocati Paolo Di Matteo, Roberto Verdecchia, del foro di Avezzano e Ferdinando Paone del foro dell’Aquila.

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