Morì sulle piste, il giudice che assolse tutti era un maestro di sci

Non si astenne dal processo: il caso davanti al Csm, ma secondo la Procura generale va comunque archiviato
ROMA. La Procura generale della Cassazione ha chiesto al Csm di archiviare il caso della mancata astensione del giudice del tribunale di Avezzano che aveva assolto tre imprenditori accusati di omicidio colposo per la morte di un ragazzo sulla pista da sci. Secondo un esposto presentato dal padre della vittima - di cui scrive il Corriere della Sera - il magistrato, Stefano Venturini, non avrebbe dovuto occuparsi del procedimento, perché nel tempo libero fa il maestro di sci sulla stessa pista gestita da quegli imprenditori.
La Sezione disciplinare del Csm «ha già fissato la camera di consiglio per la decisione», apprende l'Ansa da Palazzo dei marescialli. La data dovrebbe essere intorno alla metà di giugno. Secondo il Corriere della Sera l'esposto del padre della vittima, Giuliano Sigismondi, sarebbe stato stato inviato al Csm l'estate scorsa e la Prima Commissione avrebbe aperto un fascicolo, senza però dare sino ad ora risposta. «Non c'è stato nessun ritardo da parte della Prima Commissione», ribattono dal Csm, dove spiegano che tempo addietro era stata presentata una denuncia sui rinvii che avevano interessato il processo penale, ma senza nessun riferimento alla mancata astensione del giudice. Comunque un esposto del genere sarebbe stato "improcedibile" da parte di Palazzo dei marescialli: la ragione è che l'unico strumento d'intervento del Csm nei confronti dei magistrati è il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale o funzionale. Una leva non azionabile in questo caso perché il giudice Venturini, che all'epoca era presidente di sezione al tribunale di Avezzano, ormai dall'anno scorso ha lasciato quella sede e lavora alla Corte di appello di Roma.

