Mostra dedicata ai 309 martiri

Approda all’Aquila l’iniziativa che ha riscosso successo a Roma
L’AQUILA. La tappa aquilana della mostra L’Aquila Forever verrà inaugurata al Palazzetto dei Nobili, nel centro storico, il 21 marzo, data simbolicamente abbinata all’inizio della primavera e al risveglio della natura.
Il 28 marzo, una staffetta di atleti, organizzata dalle associazioni sportive Asd Running San Basilio Roma e Asd Atletica Abruzzo L’Aquila, concluderà l’intera manifestazione. La metà del Mattone della ricostruzione – un mattone aquilano con l’emblema dell’Aquila – affidata alla città di Roma, sarà in quell’occasione riconsegnata all’Aquila con una staffetta Roma-L’Aquila, che arriverà al Palazzetto dei Nobili dopo una tappa alla basilica di San Bernardino, per proseguire questo percorso di sensibilizzazione coinvolgendo anche il mondo sportivo, in un rinnovato gemellaggio tra le due città, che reagisce con concreta lucidità alle disastrose conseguenze del terremoto.
L’opera collettiva dedicata all’Aquila, 99 rintocchi per la resurrezione, sarà donata alla nuova Casa dello Studente e quella per Onna, Onna nel cuore, sarà donata a un’associazione onlus.
Ideata dal pittore aquilano Alessandro Piccinini, promotore e coordinatore degli Archivi del Presenteismo, e curata anche nella parte documentale e fotografica in situ dalla storica e critica dell’arte Laura Turco Liveri, l’iniziativa si ispira al mito della Fenice che rinasce dalle proprie ceneri, speranza di nuova vita.
La mostra propone l’esposizione delle due opere collettive e una sezione documentale multimediale, articolata in due sezioni fotografiche parallele: «L’Aquila sopra», che offre una scelta di fotografie della città e dei dintorni scattate da fotografi professionisti (Riccardo Cecconi, Patrizia Dottori, Andrea Nemiz, Marco Serri, Iria Seta), e «L’Aquila sotto», (curata dal Club Alpino Italiano-sezione dell’Aquila, Gruppo Grotte e Forre “Francesco De Marchi” del Club Alpino Italiano - Sezione dell’Aquila, Gruppo Speleologico Aquilano), che illustra luoghi del sottosuolo aquilano, tra grotte e forre, altrimenti non visitabili dal pubblico.

