Mostra dei presepinel piccolo scrigno di architettura e arte

Colle di Roio, l’esposizione alla Santissima Annunziata Ma la chiesetta, restaurata dopo il sisma, è poco conosciuta
L’AQUILA. L’esposizione di presepi, con i tanti visitatori e la cerimonia per ricordare l’arrivo dei Re Magi nel giorno dell’Epifania, hanno ridato vita per qualche giorno alla piccola chiesa della Santissima Annunziata, nella frazione di Colle di Roio.
Un gioiello di architettura e arte, consacrato nel 1178, che tuttavia, rischia di essere dimenticato. L’allarme arriva proprio da uno degli organizzatori della mostra dei presepi, Rossano Perilli, che per l’occasione ha realizzato una Natività in pietra, in legno e in altri materiali naturali.
«Purtroppo, nonostante il lungo restauro post-sisma da parte della Soprintendenza per L’Aquila e il cratere, durato dal 2011 al 2014, la chiesa non è molto frequentata e in tanti non ne conoscono neanche l’esistenza», spiega Perilli, che aggiunge: «È davvero un peccato che un tale scrigno di bellezze non venga valorizzato come invece meriterebbe».
Con il restauro, infatti, oltre al miglioramento della staticità dell’edificio, sono stati riportati alla luce e recuperati anche diversi affreschi all’interno della chiesa, tutti di pregevole fattura. In particolare, all’interno della pieve, due nicchie a forma ogivale contengono pitture quattro-cinquecentesche, tra le quali, sotto l’edicola sinistra, l’immagine dell’Annunciazione.
La struttura rettangolare della chiesa, a navata unica, è composta da pietre a taglio di tipo romanico contenenti materiali di risulta di epoca romana e altomedievale. C’è anche un’iscrizione latina che probabilmente intendeva raccontare la vita della liberta Attia, il cui corpo giaceva sepolto in prossimità dell’antico insediamento amiternino.
Un piccolo tesoro, insomma, seppur poco conosciuto. I lavori di ristrutturazione, per riparare i danni subiti dal terremoto del 6 aprile del 2009 che ha letteralmente devastato Roio, sono iniziati nell’ottobre del 2011.
Il campanile è stato ricollocato sul tetto della chiesa in corrispondenza del muro che separa l’edificio originale da quello aggiunto in epoca successiva.
«La rassegna dei presepi artigianali, rimasta aperta fino al 6 gennaio, all’interno della chiesa, è stata l’occasione per far conoscere a un pubblico più ampio un edificio di grande valore storico. L’auspicio, adesso», conclude Perilli, «è che questo grande patrimonio artistico e architettonico non resti dimenticato e che, anzi, venga valorizzato attraverso iniziative di varia natura (la mostra dei presepi artigianali è solo uno dei tanti esempi delle cose da poter fare in questa meravigliosa location), in modo da permettere a un numero sempre più crescente di persone la sua massima fruizione».
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