Movida, chiesta un’ora in più per la musica

3 Febbraio 2023

I titolari dei locali sollecitano un incontro con la giunta: «Spostare lo stop da mezzanotte all’una»

SULMONA. Un’ora in più di musica per non far morire la movida. È quanto chiedono i titolari dei locali del centro storico ai quali non va giù la decisione del Comune di far spegnere la musica a mezzanotte. L’ordinanza in vigore da mercoledì per regolamentare la movida secondo i proprietari delle attività del centro città va rivista. Per questo hanno chiesto un appuntamento all’amministrazione comunale al fine di trovare un punto di incontro. L’atto si è reso necessario a seguito di una serie di polemiche sorte per la musica troppo alta e gli schiamazzi nel fine settimana. Secondo le nuove regole i locali potranno fare musica all’esterno dalle 10 alle 14 e dalle 17.30 a mezzanotte, senza arrecare disturbo alla quiete pubblica. Altrimenti saranno sanzionati con multe fino a 20mila euro. «Abbiamo chiesto un incontro con l’amministrazione comunale perché la scelta fatta non è a nostro avviso accettabile», ha spiegato Riccardo Cieri che insieme al fratello Piercarlo gestisce l’Italian bar, «è stato fatto tutto senza interpellarci. Le regole imposte ci penalizzano molto e arrivano tra l’altro in dei mesi difficili in cui si lavora poco. Speriamo che il sindaco Gianfranco Di Piero e gli amministratori ci vengano incontro almeno per gli orari. Noi chiederemo la proroga di un’ora per la musica, da mezzanotte all’una». Nell’ordinanza oltre allo stop della musica all’esterno viene regolamentata anche quella all’interno dei locali. Chi farà musica dal vivo o con karaoke, in spazi con una capienza non superiore alle 100 persone, dovrà rispettare i limiti di emissione sonora indicati dal vigente piano acustico e tenere chiuse le porte di accesso. «Questo è un provvedimento che stronca la movida», ha commentato Andrea D’Agostino del Bar centrale, «queste sono regole che non aiutano. Noi cerchiamo sempre di fare qualcosa insieme ai nostri colleghi per i giovani. Capiamo che i residenti non sopportano la musica ad alto volume, ma dobbiamo venirci incontro. Speriamo che l’appuntamento richiesto all’amministrazione comunale possa aiutarci almeno ad avere un’ora in più per la musica». (e.b.)
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