Movida con violenze, arrestati tre rom

Accusati del pestaggio di un 24enne, uno è minorenne. Denunciati altri due ragazzi che hanno offeso i poliziotti intervenuti
SULMONA. Arrestati tre giovani sulmonesi, di etnia rom, per la notte di violenza del 20 settembre. Un’aggressione, avvenuta sulla scalinata dell’Annunziata e proseguita davanti a un bar poco distante, che ha coinvolto sette persone. Il più grave ha subìto un intervento chirurgico nel reparto maxillofacciale dell’ospedale dell’Aquila. I giovani, finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni gravi, con le aggravanti dei futili motivi e per aver agito in gruppo, sono Massimo Di Rocco, di 21 anni, Luigino Spinelli (19) e un minorenne di 15 anni.
«Si è trattato di un episodio di grave violenza», ha spiegato il vicequestore aggiunto del commissariato di Sulmona, Francesca La Chioma, «e per i tre giovani aggressori c’era il rischio di reiterazione del reato in quanto, anche in passato, sono stati protagonisti di violenze».
L’episodio è avvenuto verso le 4 del mattino fra sabato 19 e domenica 20 settembre e ha scosso molto la città per la violenza e per il numero di persone coinvolte. Le indagini, condotte dalla squadra anticrimine dell’ispettore Daniele L’Erario, sono state complesse. Sono stati ascoltati molti testimoni e visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro storico che, in questo caso, si sono rivelate in parte utili.
«Alle 4.30 del 20 settembre», ha continuato La Chioma, «abbiamo ricevuto una segnalazione, all’arrivo della volante, che aveva chiesto anche l’ausilio dei carabinieri e della stradale, gli agenti non hanno trovato una rissa. C’era un’ottantina di ragazzi sulle scalinate dell’Annunziata, alterati probabilmente dall’alcol, e un ragazzo di 24 anni riverso a terra privo di sensi».
All’arrivo delle forze dell’ordine e del personale del 118 alcuni presenti hanno lanciato offese e inveito contro la polizia. In particolare un giovane di 25 anni e una ragazza 31enne, entrambi di Sulmona, sono accusati di avere impedito agli operatori di svolgere la loro attività. I due, estranei all’aggressione, sono stati denunciati per resistenza, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. Mentre l’identificazione dei tre aggressori è stata possibile anche grazie alle immagini registrate dalle telecamere installate in piazza XX Settembre, che riprendono i giovani mentre si allontanano dal luogo dell’aggressione. Meno utili, invece, le immagini registrate dalle telecamere installate sull’Annunziata, rivelatesi di scarsa qualità.
«In questo caso», ha sottolineato La Chioma, «abbiamo riscontrato molta collaborazione da parte di chi ha assistito all’aggressione, avvenuta per futili motivi nei confronti di un giovane». Le altre persone, tra cui gli amici dell’aggredito e i proprietari di un locale poco distante dall’Annunziata, sarebbero state coinvolte proprio per cercare di riportare la situazione alla calma.
Dopo questo episodio di violenza, verificatosi dopo altre aggressioni, si riunì in prefettura all’Aquila il comitato provinciale per la sicurezza che stabilì una serie di iniziative tra cui il potenziamento dei controlli in città, durante i weekend, da parte delle forze dell’ordine. Finora sono stati controllati 13 locali, anche fuori dal centro storico, identificate 320 persone e controllati 50 veicoli.
«Sono state accertate», ha concluso il vicequestore, «anche violazioni amministrative e lavoratori non in regola. E non si escludono, al riguardo, provvedimenti amministrativi, tra cui la chiusura di alcuni locali».
Chiara Buccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

