Movida e nuove regole in centro: salta l’accordo, è scontro politico

20 Ottobre 2022

Il centrosinistra: in commissione è arrivato un documento diverso da quello concordato la sera prima Le accuse a Biondi: passaggi censurati perché ha bisogno di concedere deroghe per avere consensi

L’AQUILA. Un colpo di mano nottetempo ha impedito la presentazione di un documento unitario di maggioranza e opposizione su degenerazioni della movida e riqualificazione del centro storico. È quanto sostiene la minoranza consiliare, che ieri pomeriggio ha illustrato le proprie ragioni nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Paolo Romano (L’Aquila nuova), Alessandro Tomassoni (Il Passo possibile), Stefania Pezzopane e Stefano Palumbo (Partito democratico) e Lorenzo Rotellini (L’Aquila coraggiosa).
«Martedì sera, al termine di un incontro con delegati della maggioranza, ci siamo lasciati con una bozza di documento unitario che andava “limato” in commissione», riferisce Tomassoni, «mercoledì mattina invece il consigliere della Lega Alessandro Maccarone (Lega) ne ha portato uno completamente diverso. Come se non bastasse, hanno provato per tre ore a convincerci che era lo stesso! Eppure questo lavoro della commissione Politiche sociali era nato proprio per produrre un documento unitario, come più volte ribadito dal presidente Fabio Frullo».
Rispetto alla versione concordata in precedenza, mancano alcuni passaggi fondamentali: «Il rispetto categorico delle normative nazionali, regionali e comunali, evitando il ricorso a tante deroghe come avvenuto nell’ultima estate», spiega Romano, «e la necessità di rimpinguare l’organico della polizia municipale, anche con assunzioni stagionali e a tempo determinato». Le ragioni? «Probabilmente questioni interne al centrodestra», sostiene Rotellini, «dovute a contrasti tra Lega e Fratelli d’Italia, e risolti con l’intervento del sindaco Pierluigi Biondi». Pezzopane ricorda che nella versione originale non si parlavo solo di degenerazioni della movida violenta, ma anche di «discorsi più ampi come la riorganizzazione del centro storico, il ritorno della popolazione, l’università, i servizi, la vita culturale nel cuore della città. È stato tolto il passaggio sulle deroghe? Evidentemente più che di regole generali, qualcuno ha bisogno di affrontare i problemi singolarmente per gestire meglio il proprio consenso».
Alla fine, il documento “epurato” è stato votato dai rappresentanti della maggioranza, mentre la minoranza non ha partecipato al voto, mentre sulla mozione originale hanno detto sì i consiglieri di opposizione e hanno espresso voto contrario quelli della maggioranza.