Movida, il piano riaccende le polemiche

L’associazione residenti: «Impegni risibili del Comune». E Città solidale propone di dedicare ai giovani l’ex asilo occupato
L’AQUILA. «Impegni risibili e di facciata»: così Claudia Aloisio, rappresentante dell’associazione Cittadini per il centro storico, boccia il piano in otto punti sulla movida approvato martedì in consiglio comunale dalla maggioranza del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Un’altra voce contraria, quindi, che si aggiunge a quella dell’opposizione (tutta, tranne Enrico Verini che ha votato a favore), che aveva invece proposto un altro piano in 28 punti che includeva anche una stretta sulle deroghe per la musica e per la vendita di alcol da asporto.
LA BOCCIATURA DEL PIANO
«Da una parte il Comune non può nascondere il problema della movida, visti i recenti fatti di cronaca, e quindi è stato costretto a convocare il consiglio sul disagio giovanile. Dall’altra parte, però, non si occupa davvero del problema: lo affronta con un piano che non è assolutamente risolutivo e che è solo di facciata», continua Aloisio, che entra nel dettaglio: «Il Comune si impegna a fare più controlli, ma questo non è di sua stretta competenza, soprattutto nelle ore notturne quando i vigili urbani non sono in servizio. Propone poi premialità per i locali impegnati nel decoro: va bene, ma non è un’azione ficcante per risolvere problemi di questo tipo. Anche l’impegno ad approvare il piano di classificazione acustica fa sorridere: è stato già annunciato mesi fa. Ci aspettavamo invece un impegno diretto sugli orari della musica, perché se c’è un regolamento comunale non si capisce perché si debba bypassare continuamente da deroghe sindacali. Come ci aspettavamo un impegno più concreto nella lotta alla vendita degli alcolici, soprattutto ai minorenni. Ci tengo a precisare che noi non vogliamo che vengano penalizzati i locali, ma che ci sia una regolamentazione e che il Comune faccia da mediatore tra interessi contrastanti, come quelli di residenti e di gestori delle attività».
Il piano approvato martedì impegna la giunta ad attivare «progetti educativi, formativi e sociali», ma anche «servizi informativi per i giovani, con particolare riferimento all’accesso al lavoro», «misure necessarie per la tutela collettiva degli spazi pubblici» e «controlli puntuali con il corpo di polizia municipale nel rispetto dei consumatori, degli esercenti e dei residenti», ma anche «procedure di semplificazione per la concessione degli spazi per l’installazione dei dehors». E poi a redigere «il piano comunale di classificazione acustica», a sviluppare «attività di videosorveglianza» e «a continuare l’attività di programmazione per la pulizia del centro storico prevedendo eventuali premialità per gli esercenti che si impegnano a realizzare progetti finalizzati alla tutela del decoro urbano, ambientale e di controllo».
LA PROPOSTA PER L’EX ASILO
«È necessario partire dalla considerazione che la nostra città ha bisogno di più spazi destinati alla socialità giovanile, presidi sociali dove calare progetti volti alla creazione di relazioni, al rafforzamento dei rapporti di comunità e alla partecipazione, e dove usufruire di una cultura accessibile e allo stesso tempo trovare i mezzi e le competenze educative per poterla produrre, in particolare per le fasce giovanili». Parola di Alessandro Tettamanti, coordinatore, insieme a Massimo Prosperococco, del tavolo “Città solidale” all’interno della costituente progressista “L’Aquila, domani!”.
Quindi la proposta: «Da prendere subito in considerazione, allora, è l’ex asilo occupato. Si tratta di un ampio spazio in centro storico autonomamente ripreso da giovani nel 2011 che con le loro attività hanno in modo determinante contributo ad alzare l’attenzione sull’edificio e ad accelerarne il processo di ricostruzione ora in via di terminazione». Il riferimento è all’ex ex asilo di viale Duca degli Abruzzi.
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