«Movida sporca? Colpa dei pochi cestini»
I Giovani democratici chiamano in causa il Comune: «Non è una questione di inciviltà dei ragazzi»
L’AQUILA. «Movida sporca? La colpa è della mancanza di cestini». La singolare analisi sociologico-politica arriva dai Giovani democratici.
«In questi giorni», argomentano i militanti del Pd, «con la ripresa delle attività e il conseguente ritorno a una movida che, seppur imbrigliata, ha ripreso la sua normalità, dopo gli ultimi articoli riguardanti il decoro urbano del centro, non possiamo non domandarci come, a distanza di tre anni dal proprio insediamento, quest’amministrazione non sia ancora riuscita a trovare una soluzione al degrado e ai rifiuti che vengono prodotti nelle zone antistanti i locali di piazza Chiarino con conseguente disagio da parte di commercianti e residenti che, in un subbuglio di rabbia e nervosismo, attaccano costantemente i giovani e la movida aquilana. Vogliamo stimolare una riflessione su questo argomento, invitando l’amministrazione a predisporre almeno una decina di cestini ricettori di vetro e plastica che risultano essere i materiali più consumati nelle zone che vanno da via Garibaldi a piazza Regina Margherita».
I giovani Dem ne hanno anche per la stampa. «Come spesso accade, alcune testate giornalistiche locali individuano nei giovani i colpevoli del degrado urbano sebbene, in realtà, sono proprio i giovani che fanno vivere i locali che hanno deciso di riaprire in centro non sottolineando il fatto che – forse – sarebbe compito dell’amministrazione predisporre i cestini per il giusto conferimento dei rifiuti. La ragione, quindi, più che in un’inciviltà giovanile va ricercata», secondo la futura classe dirigente Pd, «nella totale mancanza di cestini nelle zone dove insistono locali. Invitiamo tutti i cittadini a prendere atto di questa mancanza che inficia non poco il decoro urbano della città, consci che questo nostro invito possa portare a una soluzione immediata e che possa essere seguita da una più seria e politica riflessione riguardante il “Reverse Vending”, progetto depositato in consiglio comunale dal gruppo Pd e votato all’unanimità più di 12 mesi fa. Quest’amministrazione non ha mai preso in considerazione questo progetto scaricando le colpe delle proprie mancanze sui giovani, futuro della nostra città, dimostrando immobilità amministrativa e inadempienza di fronte ai bisogni di un tessuto sociale».

