Movimento giovanile sinistra critica i microfinanziamenti

20 Gennaio 2018

L’AQUILA. Il Movimento giovanile della sinistra critica l’iniziativa del consigliere di Forza Italia Roberto Junior Silveri di presentare un ordine del giorno dal titolo: “Creazione bando comunale di...

L’AQUILA. Il Movimento giovanile della sinistra critica l’iniziativa del consigliere di Forza Italia Roberto Junior Silveri di presentare un ordine del giorno dal titolo: “Creazione bando comunale di contributi per nuovi progetti giovanili”.
«Con l’avvicinarsi del 4 marzo», fanno sapere dal Movimento giovanile della sinistra, «il centrodestra aquilano sembra accorgersi che esistono i giovani dai 18 ai 30 anni, dopo mesi di immobilismo e silenzio. Il consigliere Silveri, capogruppo di Forza Italia, ha presentato un ordine del giorno in cui si afferma che uno stanziamento di 100mila euro prelevati dal bilancio del Comune da dividere su una ristretta platea di persone (da 12 a 25 per un microfinanziamento da 4000 a 8000 euro a soggetto beneficiario) garantisca il rilancio imprenditoriale e l’occupazione giovanile, oltre che costituire una facilitazione di accesso al microcredito. Risulta del tutto evidente come questa affermazione sia una falsità», scrivono gli esponenti di sinistra. «All’Aquila l’impatto più forte sul tasso di abbandono della città sulla fascia di età produttiva non è dato dalla pur importante imprenditorialità giovanile, ma dall’attuale condizione dei percorsi formativi e del mercato del lavoro. Elementi su cui l’attuale giunta si è resa responsabile di promesse che non solo non ha mantenuto, ma che non può mantenere. La questione, già ampiamente affrontata all’interno dei fondi per il microcredito giovanile erogati sotto forma di prestito a tasso 0 per importi tra 5000 e 25000 euro da Garanzia Giovani, e poi nell’ambito del bando “Fare Centro”, è regolamentata proprio per costruire forme di sostegno all’imprenditorialità giovanile. Un sostegno discontinuo e non risolutivo delle problematiche strutturali del nostro tessuto produttivo ed economico. Gli spot elettorali non servono».