Muli e cavalli abbattuti, niente rimborsi

Buco da 1,5 milioni per le tante aziende che vivono di attività boschiva e usano gli animali per trasportare la legna
CASTELLAFIUME. Oltre quattrocento aziende risucchiate dalla crisi, centinaia di capi di bestiame abbattuti e quasi cinquecento domande di indennizzo mai andate in porto, con un buco in bilancio che si avvicina al milione e mezzo di euro.
È questa la situazione in Abruzzo provocata dalle malattie infettive che hanno interessato i capi delle aziende locali negli ultimi anni. Molte attività di zootecnia sono state costrette alla chiusura, altre hanno continuato con difficoltà nonostante il bestiame decimato. Ora però le richieste si fanno pressanti e i fondi, che coprirebbero un periodo di tre anni, diventano una questione di sussistenza per gli operatori del settore.
Indicativo è il caso dell'anemia equina, che ha messo in ginocchio i mulattieri abruzzesi, in particolare gli imprenditori dell’Alta Valle del Liri (Castellafiume, Cappadocia e Capistrello), dove questo antico mestiere riesce a tenere, nonostante la globalizzazione.
Purtroppo la problematica degli indennizzi per l’abbattimento di capi o animali morti a causa della malattia dell’anemia infettiva equina è piuttosto complessa ed è resa ancora più articolata dal susseguirsi di interventi normativi in materia. È necessario quindi organizzare e studiare un nuovo regime di aiuti. Gli abbattimenti non indennizzati hanno dato un brutto colpo a uno dei lavori più caratteristici nel settore zootecnico, mettendo a dura prova la sopravvivenza del mestiere del mulattiere. Si tratta di una figura affascinante, testimone silenziosa di antiche tradizioni rurali. I mulattieri rappresentano il legame tra uomo e animale, compagni di viaggio lungo stradine di montagna a cui i mezzi meccanici e lo spasmodico sviluppo tecnologico non sono ancora riusciti ad arrivare.
Uomo e mulo legati da uno stesso fine e da uno stesso destino. A causa dell'anemia equina, solo a Castellafiume, tra il 2008 e il 2010, vennero abbattuti circa duecento capi. Da otto anni i mulattieri attendono i rimborsi per l’abbattimento e quelli per il fermo d’impresa. Nella stessa situazione le aziende danneggiate dalla Blue tongue, malattia infettiva dei ruminanti. Tutto però sembra fermo. Un richiamo alla giunta regionale e agli assessori Dino Pepe (Agricoltura) e Silvio Paolucci (Bilancio) è arrivato nelle scorse settimane dal presidente della Commissione agricoltura, il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti. Dopo un confronto con gli allevatori e gli imprenditori agricoli è stato stilato un documento di sollecito affinché vengano predisposti i finanziamenti.
«Ho incontrato le aziende del territorio che vivono grazie all’attività boschiva e agricola e che lavorano con il supporto di muli e cavalli», ha spiegato Berardinetti, «e hanno sottolineato la drammaticità della situazione a cui hanno dovuto far fronte in questi anni, a causa degli abbattimenti subiti senza avere indennizzi. Per tale motivo sto seguendo con attenzione questa situazione. È chiaro che, a questo punto, bisogna adeguare l’impianto normativo e notificare il nuovo regime di aiuti alla Commissione europea. Gli assessori Paolucci e Pepe devono attivarsi subito per garantire la copertura finanziaria e rendere più veloci le procedure di liquidazione dei rimborsi che spettano agli allevatori». Anche l’opposizione in Regione chiede azioni immediate per tamponare la crisi. «Non hanno più rifinanziato questo settore», ha commentato l’ex assessore all’Agricoltura e attuale consigliere regionale Mauro Febbo, «ed è chiaro che i soldi non ci sono. C’è troppo disinteresse nei confronti di questo ambito».
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