Multe a raffica e vigili urbani nel mirino
di NINO MOTTA D’estate la popolazione di Tagliacozzo da 8mila abitanti balza a oltre 40mila. Le bellezze naturali e l’invidiabile patrimonio storico-monumentale, di cui la città va orgogliosa, hanno...
di NINO MOTTA
D’estate la popolazione di Tagliacozzo da 8mila abitanti balza a oltre 40mila. Le bellezze naturali e l’invidiabile patrimonio storico-monumentale, di cui la città va orgogliosa, hanno esercitato da sempre una straordinaria attrattiva sui forestieri. E dalla metà di luglio in poi, inizia quell’afflusso di villeggianti, soprattutto romani, che raggiunge il culmine nel periodo di Ferragosto. Una manna dal cielo per l’economia locale, che può contare solo sul turismo. La scelta di Tagliacozzo come luogo privilegiato di villeggiatura, soprattutto da parte di famiglie benestanti romane, risale ai primi del Novecento. La città, rispetto ad altre località abruzzesi, aveva il vantaggio di essere vicina a Roma e di essere raggiungibile col treno. Inoltre garantiva agli ospiti adeguate strutture ricettive e ricreative. Nella seconda metà del Novecento al turismo di élite subentrò quello di massa. Strutture ricreative di prim’ordine, come il complesso nautico di Villa Paradiso, e la stazione sciistica di Marsia, anziché essere potenziate, via via vengono abbandonate al proprio destino. Con le varie amministrazioni che, anziché rimboccarsi le manche per invertire la rotta, sono rimaste a guardare. Ciononostante, Tagliacozzo, tra le località turistiche abruzzesi, rimane tra le più gettonate. La gente, che viene a spendere i soldi qui, merita rispetto. Invece la si sta portando all’esasperazione. Il buon senso avrebbe dovuto spingere la giunta retta da . Maurizio Di Marco Testa, a realizzare parcheggi per soddisfare le esigenze degli ospiti. Invece si è fatto poco o nulla. In compenso ai vigili urbani è stata ordinata “tolleranza zero” con gli automobilisti alle prese con un traffico da bolgia infernale. Poiché i vigili sono pochi, si assumono alcuni ausiliari. E la danza ha inizio. Fioccano le proteste. Ma nessuno se ne cura. L’importante è fare cassa. Nella gara a chi è più zelante, però, capita che il vigile multi anche chi è in regola, rischiando una denuncia per abuso d'ufficio. Emblematico l’episodio accaduto mercoledì a piazza del Popolo, dove è consentita una sosta di 30 minuti. Sono le 12. Parcheggio l’auto, metto il disco orario sul cruscotto e scendo, dirigendomi verso un negozio di alimentari. Dopo due minuti arriva una vigilessa, estrae il blocchetto e si mette a scrivere la multa. Due persone, sedute su un muretto vicino, cercano di dissuaderla, dicendole di chi fosse l’auto. «Così impara!», è stata la risposta della vigilessa. Dopo qualche minuto ritorno e trovo la sorpresa. Per farmi annullare il verbale, devo mettermi alla ricerca della vigilessa, riportarla sul posto, indicarle il disco orario sul cruscotto e infine consegnare una fotocopia del disco orario in Municipio, dove le persone venute a protestare per la multa fanno la fila. Un’arrabbiatura che mi sarei potuto risparmiare se la vigilessa avesse impiegato il suo tempo a scovare chi veramente viola il codice della strada. E, comunque, non è con le multe a raffica che d’estate si risolve il problema del traffico a Tagliacozzo. Serve ben altro.
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