Munda, Arbace lascia e critica il concorso per la direzione

La responsabile del Polo museale in estate andrà in pensione «Il bando sdoppia i ruoli, ci saranno difficoltà organizzative»
L’AQUILA. Due direttori, uno per il Munda (Museo nazionale d’Abruzzo) che va verso l’autonomia e uno per la rete museale regionale. La riforma del ministero, che “spacchetta” le dirigenze finora unite, lascia perplessa l’attuale direttrice del Polo museale, Lucia Arbace, che rimane sorpresa per la scelta, «ma non mi riguarderà», spiega, «perché con ogni probabilità in estate andrò in pensione». Da luglio, dunque, ci sarà una vera e propria “rivoluzione” all’interno dei beni culturali aquilani e abruzzesi.
Una “rivoluzione” partita in questi giorni con l’emanazione del bando a procedura di selezione internazionale pubblicata sul sito del Mibact per l’individuazione dei direttori di 13 musei italiani, tra cui il Munda. Un incarico della durata di 4 anni, rinnovabile per altri quattro. Le candidature vanno presentate entro le 12 del 3 marzo. Una commissione individuerà una terna di candidati da sottoporre al ministero e al direttore generale Musei. «Oltre a questo ci sarà un altro dirigente nominato dal ministero tra i dirigenti di ruolo, con un interpello interno, come direttore della rete museale d’Abruzzo», spiega Arbace. «Il mio ruolo attuale sarà ricoperto da due diversi dirigenti: uno scelto con il bando internazionale che si occuperà del Munda, un altro per gli altri musei abruzzesi. In Abruzzo non è stata applicata la formula che avrei preferito e che è stata adottata per Umbria, Marche, Liguria e Friuli dove il direttore della pinacoteca nazionale o del museo nazionale principale della regione è anche il direttore del Polo museale. Quello che per anni ho cercato di tenere insieme viene dunque spacchettato in due realtà diverse».
I problemi, secondo la direttrice, potrebbero essere molteplici: «Ci sarà la necessità di avere due sedi, per due dirigenti diversi, due organici diversi e ci saranno due strutture con un modus operandi diverso, perché il Munda ha l’autonomia mentre il polo no». Per quanto riguarda i tempi, invece, le procedure dovrebbero terminare in estate. «Il bando dà la possibilità di mandare le candidature fino a marzo, poi dovrà essere nominata la commissione esaminatrice, esaminare e verificare le domande e i titoli e selezionare 10 ammessi all’orale, da cui emergerà una terna di nomi che sarà sottoposta al direttore generale, Antonio Lampis». Con ogni probabilità a luglio si potranno conoscere i nomi dei nuovi direttori. «In quel periodo andrò in pensione: forse riuscirò ad accogliere i nuovi nominati», dice Arbace. «Sono prossima a salutarvi, dopo quasi 11 anni: sono dirigente in Abruzzo dalla fine di agosto 2009. E sono un pochino preoccupata per il futuro. La doppia dirigenza comporterà problemi organizzativi: il personale dovrà decidere se lavorare col Munda o per altri musei. Il Munda eredita una grande carenza di personale, la maggior parte di coloro che lavorano all’Aquila vorrà rimanere al Munda, ma chi non opera qui non vorrà trasferirsi. Spero in un dirigente straniero», conclude. «Potrebbe essere un volàno per il turismo».
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