Muore 24 ore dopo le dimissioni: scatta l’inchiesta, funerali bloccati

Vittima un 76enne di Balsorano, Franco Penso: il 31 marzo era finito in ospedale per una polmonite Disposto il sequestro delle cartelle cliniche. La nipote: vanno accertate eventuali responsabilità
AVEZZANO. Viene dimesso dall’ospedale e muore 24 ore dopo. Scatta l’inchiesta della procura per far luce sul decesso di un uomo di Balsorano dopo la denuncia per omicidio colposo contro ignoti presentata dalla nipote. Franco Penso aveva 76 anni e viveva con la nipote e suo marito. «Il 31 marzo mio zio ha avuto una grave crisi respiratoria ed è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Avezzano», racconta la donna nella denuncia, «è stato ricoverato nel reparto di geriatria dopo avergli diagnosticato una polmonite multifocale. È stato dimesso il 19 aprile tornando a casa, tra le 20 e le 20.30, a bordo di un’ambulanza della Croce rossa». La mattina seguente, però, il pensionato è stato colto da un’ulteriore grave crisi respiratoria. «Io e mio marito», prosegue la nipote della vittima, «abbiamo chiamato prima la guardia medica e poi, insieme, abbiamo allertato il 118 per trasportare mio zio Franco con urgenza in ospedale dove è giunto verso le 7.20. Dopo qualche minuto ci hanno comunicato il suo decesso». A poche ore dalla morte dello zio, la donna si è presentata in Procura per formalizzare una denuncia per omicidio colposo contro ignoti. I familiari di Penso vogliono vederci chiaro su questa morte sopraggiunta a poche ore dalle dimissioni dall’ospedale. L’uomo era rimasto a lungo ricoverato. Quello che chiedono i familiari è accertare «se vi siano o meno responsabilità a carico della struttura sanitaria e dei medici che hanno avuto in cura il pensionato di Balsorano». La donna si è rivolta agli avvocati di fiducia Berardino Terra e Michele Perruzza. Nella denuncia la nipote di Penso ha riferito inoltre che da oltre 30 anni lo zio assumeva diversi farmaci: «Non so dire se i sanitari dell’ospedale di Avezzano abbiano sospeso o ridotto tali medicinali nel corso della degenza». Ieri mattina, sulla base della denuncia presentata dalla donna, l’autorità giudiziaria ha disposto sia il sequestro della cartella clinica di penso che della salma, la quale resta a disposizione della magistratura per tutti gli accertamenti del caso. Attraverso i due legali, la nipote del 76enne ha infatti chiesto alla Procura l’acquisizione delle cartelle cliniche e di procedere all’esame autoptico per stabilire con certezza la causa della morte di Franco Penso. I funerali dell’anziano sono stati così bloccati. La salma resta all’obitorio di Avezzano per eventuali accertamenti tecnici irripetibili. Le esequie potranno essere celebrate solo quando il magistrato firmerà il nulla osta disponendo la restituzione della salma alla famiglia.
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