Muore a 19 anni sulla strada maledetta

L’auto guidata da uno studente di Cese si schianta contro un ponticello e si ribalta. Gli amici: «Era solare, amava la vita»
SCURCOLA MARSICANA. Nei ricordi degli amici era vivace, dinamico, bello. Si chiamava Alessio Cipollone e aveva appena 19 anni, festeggiati il giorno prima della tragedia che l’ha strappato alla vita. Una tragedia della strada, l’ennesima, che si è consumata ieri pomeriggio sull’asfalto della Provinciale 125, tra la frazione avezzanese di Antrosano e Cappelle dei Marsi, strada che costeggia l’A25. Forse correva un po’ troppo, forse l’asfalto scivoloso per la pioggia, forse un momento di distrazione. Intorno alle 15.30, la Fiat Seicento guidata dal giovane ha perso aderenza, è uscita di strada ed è piombata contro il muretto di un ponticello che consente l’accesso a un fondo agricolo, per poi ribaltarsi. Un impatto tremendo che non ha dato scampo al conducente. C’è voluta quasi un’ora di lavoro dei vigili del fuoco di Avezzano per tirare fuori dalle lamiere il corpo del 19enne. L’auto viaggiava in direzione di Magliano de’ Marsi e probabilmente il giovane doveva raggiungere la fidanzata. Non ci sono testimoni diretti dell’accaduto.
CHI ERA. Alessio Cipollone viveva in via Imele a Cese, frazione di Avezzano di quasi seicento anime. Il classico posto dove tutti si conoscono. Era figlio unico e lascia il padre Giovanni, che lavora all’ospedale di Avezzano, e la madre Paola Mei. La nonna paterna, Antonietta, per tanti anni aveva gestito lo storico forno di Cese. Una famiglia conosciuta e piombata all’improvviso nel dolore. Come l’intera frazione. «Tutti i suoi desideri sono svaniti in un istante», lo ricordano alcuni amici, «Alessio era solare e altruista, un tipo che amava la vita. Tutti gli volevamo bene e lui ce ne voleva». Il 19enne si era diplomato all’Istituto tecnico economico “Galileo Galilei” di Avezzano e aveva deciso di iscriversi all’Università dell’Aquila. La sua passione era il nuoto. Oggi la salma, portata all’obitorio dell’ospedale di Avezzano, verrà restituita ai familiari e si conoscerà la data dei funerali.
GLI ACCERTAMENTI. Le iniziali indagini sono state affidate agli agenti della polizia locale di Avezzano, agli ordini del dirigente Luca Montanari. Si pensava che il territorio dov’è avvenuta la tragedia fosse nel comune di Avezzano. Passato del tempo, si è scoperto che l’area si trova a Scurcola Marsicana e quindi sono arrivati i carabinieri della locale stazione insieme al nucleo radiomobile della compagnia di Tagliacozzo. E sono ricominciati i rilievi. L’impietosa burocrazia ha ritardato la rimozione del corpo e dei rottami. Nonostante sul posto, nel frattempo, si fossero radunati familiari e amici del ragazzo. I genitori sono stati allontanati e accompagnati in ospedale. La Procura ha aperto l’inchiesta, coordinata da sostituto Maurizio Maria Cerrato, per chiarire la dinamica. Sull’asfalto non risultano segni di frenata, né sulla carrozzeria sono stati evidenziati segni di contatto con altri mezzi. La Seicento è stata sequestrata e la strada è stata riaperta al traffico solo in serata.
STRADA MALEDETTA. È il quarto incidente mortale in meno di sei anni sulla Provinciale 125. Una via di facile comunicazione e molto trafficata, soprattutto dopo l’apertura della nuova variante di Cappelle dei Marsi. Ma anche una via insidiosa, con un paio di curve mal segnalate. Una strada dove in pochissimi rispettano i limiti di velocità e dove da tempo si sollecitano interventi per la sicurezza. Gli ultimi appelli risalgono a quasi un anno fa. Il 13 dicembre 2017 perse la vita, proprio all’altezza di una curva e a qualche centinaio di metri dal luogo della tragedia di ieri, Maria Giovanna Gentile, 58 anni, di Magliano de’ Marsi, dipendente dell’azienda Tarquini legnami di Avezzano e madre dell’ex consigliere provinciale Pasqualino Di Cristofano. Ed era novembre, il 29 per la precisione, quando la Provinciale 129 strappò alla vita la rugbista Miriam Di Carlo. Anche lei appena 19enne.
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