Muore a 23 anni schiacciata dal fuoristrada

22 Luglio 2019

L’aquilana Cecilia Marottoli, volontaria della Croce Rossa, ha perso la vita in un incidente avvenuto sul monte Giano

L’AQUILA. Una ragazza di 23 anni dell'Aquila, Cecilia Marottoli, volontaria della Croce Rossa, è morta nella tarda serata di sabato in un incidente tra Lazio e Abruzzo, in una zona impervia sul monte Giano. La ragazza è rimasta uccisa nel ribaltamento di un fuoristrada su cui stava viaggiando insieme a un 31enne di Antrodoco, F.S. È stato proprio il ragazzo, sbalzato probabilmente fuori dal veicolo nel ribaltamento e rimasto leggermente ferito, a dare l’allarme.
Quando sul posto sono arrivati i soccorritori, la giovane dava ancora qualche flebile segno di vita.
Intubata e rianimata dal medico del Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) arrivato dall’Aquila, Cecilia è purtroppo deceduta quasi subito per le gravi ferite riportate nel ribaltamento, che l’ha schiacciata. Il ragazzo che era con lei è stato invece trasferito all’ospedale San Salvatore dell’Aquila ma le sue condizioni, a parte lo choc, non destano preoccupazioni.
Sul luogo dell'incidente, oltre agli operatori del Soccorso alpino, sono intervenuti numerosi mezzi dei vigili del fuoco, i carabinieri e i sanitari del 118 dell’Aquila e di Rieti. Cecilia Marottoli, studentessa universitaria, era molto conosciuta proprio nell’ambiente del soccorso per il suo impegno come volontaria nella Croce Rossa del capoluogo abruzzese. Gli inquirenti dovranno adesso stabilire la dinamica dell’incidente. A quanto si è appreso, il fuoristrada si è ribaltato percorrendo in discesa una stradina molto scoscesa. Prima di tutto si dovrà chiarire con certezza chi dei due giovani fosse alla guida del mezzo al momento dell’incidente, quando il fuoristrada si è ribaltato finendo in un canale scavato dalle acque piovane. L’incidente è avvenuto intorno alle 21, in località Cinno, in una zona impervia situata proprio al confine tra Lazio e Abruzzo e compresa tra la Piana di Cascina e Antrodoco.
La morte della giovane ha suscitato grande commozione e cordoglio in città, in particolare nel mondo dell’università e del volontariato. Laureata in Biotecnologie, la 23enne – impegnata anche come rappresentante degli studenti universitari – era da poco rientrata dalla Svezia dove stava completando gli studi.
Una tragedia che si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sulla famiglia della studentessa alla quale ieri in tantissimi hanno voluto manifestare affetto e solidarietà. Grande l’abbraccio alla mamma Mara, da parte dei suoi tanti colleghi e colleghe del mondo della scuola.
La guida di un fuoristrada nasconde spesso delle insidie che possono trarre in inganno anche i guidatori più esperti. Se da un lato la trazione integrale, la dimensione delle ruote e l’altezza da terra permettono di superare anche tratti particolarmente impegnativi o con forti pendenze, proprio le discese ripide rappresentano uno dei passaggi che possono creare maggiori problemi. Capita spesso, e ovviamente anche questo dovrà essere appurato nel corso dell’inchiesta, che il fuoristrada tenda a scivolare con tutte e quattro le ruote contemporaneamente. Se la sua inclinazione supera un certo angolo, si arriva facilmente al ribaltamento. Su asfalto, il differenziale permette alle ruote del veicolo di ruotare a velocità diverse fra di loro, permettendo quindi al mezzo di affrontare facilmente le curve. Ma nelle discese ripide e scivolose a volte avviene l’esatto contrario: il blocco contemporaneo di tutte e quattro le ruote, con scivolamenti improvvisi e irrecuperabili.
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