Muore a 31 anni stroncata dal Covid

L’architetto Sonia Pantoli era ricoverata all’ospedale di Pescara, città dove si era trasferita per lavoro subito dopo la laurea
AVEZZANO. Aveva solo 31 anni ed è morta all’ospedale di Pescara dove era ricoverata da diversi giorni a causa del Covid 19. L’architetto Sonia Pantoli è la vittima più giovane in Abruzzo ad aver perso la vita a causa del virus, dopo un 22enne morto la primavera scorsa nel pescarese. Era originaria di Paterno, frazione di Avezzano, e da qualche tempo si era trasferita a Pescara per motivi di lavoro. Ieri sera è arrivata la notizia che ha sconvolto Avezzano e la Marsica. La giovane era rimasta contagiata insieme a tutta la famiglia, ai genitori e alla sorella Gina, di qualche anno più grande, conosciuta in città anche perché candidata alle ultime elezioni amministrative di Avezzano nella lista del Partito democratico. Le condizioni di Sonia si erano aggravate negli ultimi giorni ed era stato necessario il ricovero a Pescara dove è morta nel tardo pomeriggio di ieri. Dopo la laurea aveva iniziato subito a lavorare nel mondo della progettazione. Era stata assunta alla Proger spa, una realtà internazionale leader dell’expertise italiano nell’ambito del management e dell’ingegneria. Una delle più importanti aziende abruzzese nel settore. Si spostava tra Pescara e la Marsica dove vivono, a Paterno, i genitori. Era appassionata di teatro e viene descritta da chi la conosceva come una persona solare, intraprendente e generosa.
Lascia il padre Filiberto, ex agente di polizia, la mamma e la sorella Gina a cui era molto legata.
Della tragedia è stata informato anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio che ha ricevuto la notizia proprio durante la seduta del consiglio comunale. «Una notizia che mi ha sconvolto», ha affermato il primo cittadino, «conoscevo bene Sonia e conosco Gina, così come il padre Filiberto. Una ragazza brillante e intelligente. Non ci sono parole per quanto avvenuto. A nome dell’intera comunità avezzanese ci stringiamo in questo momento difficile alla famiglia».
Solo tre giorni fa un’altra tragedia ha segnato la Marsica. È morto a 39 anni Pietro Di Berardino. L’uomo, che viveva a Carsoli era stato ricoverato perché contagiato dal Covid. Ma a causa di alcune complicazioni la situazione è precipitata e a nulla sono valsi i tentativi dei medici di tenerlo in vita. L’ultimo post su Facebook lo aveva scritto il 14 febbraio: «Se la mascherina vi fa mancare l’aria non potete capire cosa vi fa il Covid se decide che vuole i vostri polmoni».
Intanto, i sindaci della Piana del Cavaliere chiedono a gran voce che vengano programmate delle giornate con i team vaccinali mobili predisposti in via di sperimentazione dall’Asl.
«Su sollecitazione del sindaco di Oricola Antonio Paraninfi, che si è fatto portavoce degli amministratori della Piana del Cavaliere circa le problematiche relative alle vaccinazioni delle fasce deboli e disagiate, ho contattato il direttore sanitario dell’Asl aquilana per rappresentare le loro istanze e le richieste avanzate», ha spiegato il vicepresidente consiglio regionale, Roberto Santangelo. «È stato così concordato di portare all’attenzione del gruppo di lavoro aziendale settimanale, convocato per lunedì, la necessità di aprire o di usufruire di punti vaccinali mobili posti in maniera baricentrica e facilmente raggiungibili per tutte le categorie di cittadini», ha concluso Santangelo, «con particolare riguardo alla popolazione degli anziani, dei portatori di handicap e di tutti coloro che per varie problematiche hanno difficoltà a spostarsi dai comuni di residenza».
Nella Marsica sono attualmente tre i comuni già inseriti nell’itinerario programmato dei camper vaccinali: Ovindoli, Civitella Roveto e Pescasseroli.
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