Muore a 48 anni, l’addio di San Demetrio

Liberatore aveva lavorato come responsabile di sala in diversi ristoranti dell’Aquilano, da qualche anno viveva all’estero
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Con una mesta cerimonia, la comunità di San Demetrio ne’ Vestini ha salutato ieri pomeriggio Massimo Liberatore, il 48enne morto dopo una lunga malattia. L’uomo, che in passato aveva lavorato come maitre nei più importanti ristoranti dell’Aquilano, da qualche anno si era trasferito all’estero, a Trencin, in Slovacchia, dove gestiva una attività in proprio. «Come possiamo rassegnarci a perdere una persona come Massimo?», ha detto il parroco di San Demetrio, padre Daniele Merighi, nella sua omelia, «cosa possiamo dire quando ci lascia una persona così piena di vita, un ragazzo che tutti pensavamo avesse davanti a se un lungo percorso?». Domande che richiedono una risposta «che io però non posso darvi», ha proseguito il parroco dall’altare, «posso solo dire che la luce della fede ci deve guidare in questi momenti».
Anche il funerale di Massimo Liberatore ha dovuto adattarsi alle norme anti-Covid, con poche persone accolte e distanziate all’interno della piccola chiesa costruita dopo il sisma del 2009, e tutti gli altri rimasti fuori e anche loro costretti al distanziamento.
Una cerimonia che si è conclusa con la benedizione della bara e senza il consueto corteo funebre. Massimo, nonostante fosse andato all’estero da qualche anno, era ricordato come un ragazzo sempre sorridente e che aveva San Demetrio nel cuore. In molti ricordano infatti che dopo il sisma del 2009, aveva messo le sue capacità a disposizione dei suoi compaesani, cucinando nelle tendopoli e negli accampamenti provvisori che erano nati nel periodo della massima emergenza. L’uomo si è spento ad Ascoli Piceno, la città in cui vive il fratello Paolo. Massimo Liberatore lascia la mamma Settimia e, oltre a Paolo, gli altri fratelli Antonello e Danilo oltre che le cognate e i numerosi nipoti. (r.p.)

