Muore a 48 anni l’imprenditore Iannotti

Aveva lavorato nell’azienda edile di famiglia, poi si era reinventato come cuoco. Gestiva il ristorante “Trilussa” in via Montello
AVEZZANO. Da qualche giorno accusava un dolore al torace, alla schiena e a un braccio. Era stato dal medico. Nulla lasciava presagire la tragedia. È morto pochi giorni dopo, a causa di un problema cardiaco. Città sotto choc per la morte dell’imprenditore Davide Iannotti. Aveva 48 anni. Insieme ad Angelo Gentile gestiva il ristorante “Trilussa” all’interno dell’hotel Velino di via Montello ad Avezzano.
COSA È ACCADUTO
Secondo quanto riferito dai familiari e dal socio, Iannotti da qualche giorno lamentava un dolore alla schiena e al braccio. Per questo si era sottoposto a una serie di visite private. Gli era stata prescritta una cura che stava seguendo. L’altra mattina presto il dramma. Era a casa con la moglie Valeria Perrotta (originaria di Aielli) quando il dolore è diventato sempre più lancinante, insopportabile. Intorno alle 6 la donna ha allertato i numeri di emergenza. L’imprenditore è salito a bordo di un’ambulanza del 118. Poi la disperata corsa verso l’ospedale di Avezzano. Durante il tragitto il 48enne è andato in arresto cardiaco. Il personale sanitario a bordo del mezzo ha tentato il possibile per tenere in vita l’uomo. Nonostante le manovre salvavita, per Davide Iannotti non c’è stato nulla da fare. Il suo cuore si è fermato pochi minuti dopo l’arrivo in ospedale. Secondo quanto comunicato alla famiglia è morto a causa di un problema cardiaco. Iannotti poteva essere salvato? È la domanda che risuona nella mente dei suoi parenti che ora vogliono vederci chiaro rispetto ad eventuali responsabilità o negligenze a carico dei medici che nei giorni precedenti alla tragedia hanno visitato l’imprenditore avezzanese.
IL RACCONTO
«Ci siamo lasciati l’altra sera», racconta ancora scosso Angelo Gentile, all’indomani della tragedia, «da alcuni giorni aveva un dolore alla schiena e al braccio. Aveva fatto degli esami da medici privati. Gli era stata prescritta una terapia. Poi questa notte (ieri per chi legge, ndc) si è sentito male. Hanno chiamato l’ambulanza, ma era troppo tardi», prosegue addolorato il socio di Iannotti, che lo ricorda come «una persona simpatica, allegra, entusiasta e sempre con il sorriso sulle labbra. Undici mesi fa», aggiunge, «dopo il difficile periodo del Covid, avevamo scommesso insieme in questa nuova attività». Purtroppo Iannotti non taglierà mai il traguardo del primo anno.
CHI ERA
Insieme al fratello maggiore Cesare e alla sorella Paola, Davide Iannotti ha gestito per anni un’impresa di costruzioni. Successivamente ha deciso di abbandonare il settore edile e di reinventarsi in una nuova attività. Il 18 giugno dello scorso anno, insieme al socio in affari Angelo Gentile, ha tagliato il nastro del ristorante “Trilussa” che si trova all’interno dell’hotel Velino in via Montello. Con l’apertura del ristorante Iannotti ha trasformato in un lavoro la sua più grande passione, i fornelli. Passione maturata prima nella gestione di un locale per il cibo d’asporto in via Marconi ad Avezzano (di fronte all’ufficio postale) e poi in una serie di corsi ed esperienze che lo avevano portato in giro per il mondo. Per via delle sue attività prima nel settore edile e poi in quello della ristorazione, era molto conosciuto in città. Iannotti era cresciuto nel quartiere di piazza Cavour, ora con la moglie viveva nella zona di via San Francesco. La camera ardente, nella casa funeraria Rossi, resta aperta anche oggi dalle 9 alle 15.30. I funerali si celebrano oggi, alle 16, nella chiesa di San Giovanni.
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