Muore a 84 anni Trombetta papà dell’Avezzano rugby

30 Settembre 2020

Nel 1977 fondò il club giallonero, con lui la storica serie A. Gli amici: «Uomo speciale» Fino al 2016 a capo della Federazione: ha fatto crescere il movimento in Abruzzo

AVEZZANO. Mondo della palla ovale in lacrime per la morte del “pioniere” del rugby in città, Angelo Trombetta. Il fondatore e storico presidente dell’Avezzano rugby, al timone della società per ben 41 anni – fondata nel lontano 1977 – si è spento dopo una malattia, all’età di 84 anni, circondato dall’affetto dell’amata moglie, Assunta, delle figlie Annamaria e Alessia, dei due nipoti e dei familiari tutti, lasciando un grande vuoto nel mondo del rugby, la passione di una vita. Trombetta è stato dipendente delle Poste, in pensione da anni. «Nel lontano 77, quando lo spronai a costituire la società», ricorda l’amico Paolo Mariani, che dal campo improvvisato di Paterno diventò capitano dell’Aquila e della nazionale italiana, «raccolse subito l’invito: passo dopo passo, con tanta disponibilità e impegno, riuscimmo nell’impresa. Creare la società da zero è stato un periodo per lui molto faticoso: è difficile trovare una persona che si è impegnata così tanto per il rugby ad Avezzano. E’ stato un ottimo presidente, una persona sempre disponibile a soddisfare le esigenze dei ragazzi». Mario Anzini, l’amico del cuore di Angelo, ha la voce rotta dalla commozione. «È stato un fratello», racconta Anzini, «l’ultima volta che l’ho sentito per telefono, mi ha salutato, forse perché aveva capito che si avvicinava la fine: ciao Angelo, porterò nel mio cuore quel tuo ultimo saluto. Per tanti anni siamo stati insieme nel mondo del rugby e abbiamo condiviso tanti bei momenti e tante difficoltà per far crescere quella società. È stata una grande persona».
Nel 2006, sotto la sua presidenza, i gialloneri hanno raggiunto per la prima volta nella loro storia la serie A. Nel 2008, dopo la lunghissima cavalcata alla guida della società giallonera, Angelo Trombetta fu chiamato alla guida della Fir Abruzzo, condotta per otto anni, fino al 2016. «La scomparsa di Angelo», sostiene Giorgio Morelli, attuale presidente della Federazione rugbistica abruzzese, che lo sostituì alla presidenza del comitato nel febbraio 2017, «rappresenta una perdita enorme per l’Avezzano rugby e per tutto il movimento. Angelo è stato certamente uno dei personaggi che hanno contribuito in modo sostanziale alla crescita del rugby in Abruzzo, oltre che nella sua zona di origine, ad Avezzano: ha dato tutto se stesso per la crescita della palla ovale in regione. Se ne va una persona preparata, umile, sempre disponibile e sorridente. Alla famiglia e ai suoi cari va l’abbraccio forte del consiglio, dello staff e di tutto il movimento rugbistico abruzzese».
Commozione e lacrime anche in casa dell’Avezzano rugby, dove in questi anni si sono succeduti Sonia Sorgi e Alessando Seritti. «Angelo è stato un grande maestro e una splendida guida», commenta Seritti. Anche sulla pagina dell’Avezzano rugby c’è un messaggio di saluto ad Angelo: «Tutti i tuoi ragazzi, che hanno iniziato a praticare questo sport grazie al grande impegno profuso dentro e fuori dal campo, sono vicini ad Assunta, Annamaria e Alessia, in questo triste giorno. Solo due parole per dimostrarti il nostro affetto: grazie Angelo».
Unanime cordoglio e dolore nel mondo della palla ovale. «Angelo ha lasciato un vuoto incolmabile», sottolinea con un filo di voce Sonia Sorgi, che nel 2008 raccolse il testimone da Trombetta, eletto presidente regionale della Fir, «siamo cresciuti con lui e ci è rimasto sempre vicino anche da presidente regionale: rimarrà nel cuore di tutti per l’amore e l’affetto che ci ha sempre dimostrato. È stato un vero e proprio esempio per tutti per lo sport e per la vita». I funerali del pioniere del rugby si terranno oggi, alle 15.30, nella chiesa di San Rocco. Il mondo del rugby e non solo si stringerà attorno alla famiglia di Trombetta, in attesa di un ricordo e di un sentito omaggio sul campo del rugby che organizzerà la società, d’intesa con la famiglia, per suggellare in modo indelebile quel legame con il papà della palla ovale avezzanese.