Muore di Covid, la moglie tenta il suicidio

30 Maggio 2020

La donna, un’infermiera, non si rassegnava alla perdita del marito che lei stessa aveva contagiato. Il gesto sventato dalla figlia

SULMONA. Ha aperto il rubinetto del gas, poi si è seduta sulla sedia chiudendo gli occhi e aspettando che la morte la portasse via per sempre. A salvarla l’arrivo provvidenziale della figlia che, dopo averla trovata ormai priva di sensi distesa sul pavimento, ha avuto la prontezza di aprire le finestre della casa e liberarla da quel veleno che la stava uccidendo. Tragedia sfiorata, due sere fa, in una palazzina di edilizia popolare nel quartiere dei Cappuccini, dove una donna di mezza età ha tentato di farla finita. Sul posto sono intervenuti polizia, vigili del fuoco e l’ambulanza del servizio 118 che ha trasportato la donna in ospedale, per tutte le cure del caso.
Da tempo la donna soffriva di crisi depressive legate alla recente scomparsa del marito, morto a soli 55 anni, ucciso dal coronavirus che ha avuto effetti devastanti nell’uomo, già affetto da patologie pregresse. A trasmettere il virus al marito era stata proprio la moglie dopo essere rimasta contagiata, a sua volta, nella struttura dove lavorava come infermiera. E nella sua mente era stata lei la causa della tragica fine del consorte. Lo ripeteva spesso a tutti e soprattutto a quanti le sono stati vicini dal giorno della scomparsa del marito. Un peso, per lei, troppo pesante da portare e sopportare, tanto da farle insinuare nella mente il pensiero di farla finita. Così, giovedì sera, ha aspettato che la figlia uscisse di casa per mettere in atto i suoi propositi suicidi. Con estrema lucidità prima ha chiuso tutte le finestre e poi ha aperto i fornelli del gas della cucina fino a sedersi e chiudere gli occhi in attesa della morte. Fortuna ha voluto che la figlia rincasasse prima del previsto evitando, così, che al dolore della scomparsa del padre si aggiungesse altro dolore. Trasportata in ospedale, la donna è stata sottoposta ai controlli per poi essere dimessa nella giornata di ieri.
Tanti i messaggi di vicinanza giunti all’infermiera, stimata da tutti per la sua grande generosità e l’attaccamento al lavoro. Anche gli alpini della protezione civile Ana di Sulmona le hanno rivolto un pensiero dedicandole un video con una canzone che inneggia all’amicizia e alla gioia. «Non spetta né a noi né a nessuno giudicare l’accaduto», scrivono gli alpini, «perché con gli stati d’animo non si gioca e soprattutto gli stati d’animo non si giudicano. Ma siamo certi che continuerai a stare vicino ai più bisognosi con la tua generosità di sempre. Per questo ti dedichiamo questa canzone pronti a riabbracciarti».
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