Muore disabile, è polemica sui soccorsi

8 Marzo 2019

Il fratello racconta: «In 48 ore due volte le ambulanze tornano indietro, poi tre ore d’attesa su una barella in ospedale»

LECCE NEI MARSI. L’ambulanza arriva due volte e per due volte torna indietro senza provvedere al ricovero della paziente disabile. Alla terza chiamata, la corsa in ospedale in codice rosso. Il trasferimento in reparto dopo tre ore d’attesa su una barella del pronto soccorso. Cinque giorni dopo la prima chiamata al 118 arriva la morte. I familiari di Elvira Del Papa, affetta da tetraparesi spastica e invalida al 100%, hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Avezzano per chiedere di accertare la verità sull’accaduto e scoprire eventuali negligenze. Chiedono inoltre di eseguire, attraverso la nomina di un medico legale e quindi la riesumazione della salma, tutti gli accertamenti ritenuti più opportuni. La Procura aprirà un’inchiesta per omicidio colposo.
La donna, residente a Lecce nei Marsi, aveva 59 anni. La denuncia è stata presentata dal fratello, Walter Del Papa, assistito dall’avvocato Berardino Terra.
La prima richiesta di soccorso porta la data del 13 gennaio scorso. Verso le 16 viene contattata la guardia medica di Pescina. La donna accusa dolore toracico e addominale e da circa un giorno, come racconta il fratello Walter, non ha voglia di mangiare né di bere. Dopo la visita domiciliare, la guardia medica provvede a contattare il 118 dell’Asl chiedendo un’ambulanza con medico a bordo. Ambulanza arrivata intorno alle 18 nella casa dei Del Papa a Lecce. «Dopo una breve visita, i sanitari riferiscono che mia sorella era solo disidratata», sottolinea Walter Del Papa, «si limitano a farle una flebo e con un codice giallo non provvedono al ricovero in ospedale». Le condizioni della donna, stando alla denuncia, si aggravano. Alle 2 del mattino del 15 gennaio la seconda richiesta d’aiuto. E il copione di 48 ore prima si ripete, sempre stando al racconto del fratello della 59enne disabile. Lo stesso giorno, alle 14, la terza telefonata al 118. «Dopo la visita», aggiunge il familiare, «in codice rosso mia sorella viene trasportata al pronto soccorso dell’ospedale. Alle 14.55 circa, anche qui i sanitari perdevano del rilevante e prezioso tempo, tanto che mia sorella veniva ricoverata soltanto alle 18.03, dopo aver trascorso circa tre ore su una barella. È morta il 18 gennaio, cinque giorni dopo la prima richiesta di soccorso. Doveva essere ricoverata subito e subito andavano eseguiti gli accertamenti strumentali. Sono certo che avrebbe potuto salvarsi se ci fosse stato un adeguato e tempestivo intervento. Una volta arrivata in ospedale, andava tenuta anche in terapia intensiva e anche questo non è stato fatto. Adesso chiedo giustizia per mia sorella».
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