Muore dissanguata in casa, è giallo

Valentina Buongiorno, 31 anni, trovata nel salone dal fratello. Sentiti dalla polizia un uomo e gli amici. Decisiva l’autopsia
L’AQUILA. Nessuna risposta al telefono. Poi la ricerca nell’appartamento del complesso di case popolari ad Arischia che la famiglia è stata costretta a lasciare alcuni mesi fa, perché inagibile, dove però Valentina Buongiorno, 31 anni, aveva ancora molte delle sue cose. E soprattutto in quella casa c’era il suo cane che andava ogni giorno ad accudire. Ed è lì, nell’appartamento al primo piano di quella palazzina vuota, con gli inquilini trasferiti tutti nei Map, che in tarda mattinata il fratello Leonardo l’ha trovata ormai priva di vita, riversa sul pavimento del salone e letteralmente coperta di sangue. Accanto al corpo i vetri in frantumi del balcone. Uno choc terribile per il giovane che, per entrare in casa, è stato costretto, visto che la porta non si apriva, a utilizzare delle pinze per rimuovere dalla serratura la chiave spezzata. È stato lui stesso, che la sera prima aveva accompagnato la sorella davanti alla loro vecchia casa, a chiedere aiuto ai vicini, agli inquilini delle palazzine accanto.
In una manciata di minuti sul posto sono arrivati i carabinieri della locale stazione e poi gli uomini della polizia scientifica. Straziante l’arrivo della mamma Carmelina, poi accompagnata a casa, nel complesso Map, da alcuni familiari. La via di accesso alle palazzine popolari, realizzate quasi al confine tra Arischia e il comune di Pizzoli, si è subito riempita di gente. Tutti lì attoniti davanti all’ingresso dell’edificio, mentre dentro è continuato per alcune ore il viavai degli agenti della polizia scientifica che hanno eseguito i rilievi volti a chiarire la dinamica dell’accaduto e le cause del decesso. Sul posto anche il sostituto procuratore Fabio Picuti e il capo della squadra Mobile Tommaso Niglio. Cosa certa è che sul corpo della ragazza non sono stati riscontrati colpi di arma da fuoco o da taglio e che, secondo i primi rilievi eseguiti dal medico legale, la morte – così come confermato anche da fonti investigative – non sarebbe stata causata da un colpo inferto da terzi. Le ferite sulle gambe e sulle braccia sembrerebbero dunque compatibili con quei vetri rotti del balcone, sparsi sul pavimento. E quella chiave spezzata nella serratura del portoncino d’ingresso, nonché la borsa lasciata lì accanto e una busta con il pasto per il cane, lascerebbero pensare che la 31enne non riuscendo ad entrare abbia deciso di scavalcare, dal ballatoio che dà sulle scale, il balcone per poi entrare in casa rompendo il vetro. Il tutto senza, però, valutare le possibili conseguenze di quel gesto. Quei vetri, insomma, potrebbero aver causato ferite così gravi, come la recisione dell’arteria femorale, tali da provocare in breve tempo la morte della 31enne che non ha lanciato alcuna richiesta di aiuto. Ed è proprio per questa ragione che gli investigatori aspettano di capire dall’autopsia, che verrà eseguita nelle prossime ore, se la ragazza era nel pieno delle facoltà psicofisiche. Ma al momento gli investigatori stanno valutando attentamente ogni cosa.
Nel pomeriggio e fino a tarda sera in questura sono state sentite diverse persone che potrebbero far luce sulle ultime ore di vita di Valentina e sono state avviate delle verifiche su alcune tracce rinvenute sul posto. Sono state raccolte le testimonianze dei vicini, che però, non sembrano aver visto o sentito nulla di sospetto.
E si scava anche nella vita sentimentale della 31enne. Tra le persone ascoltate anche l’ex fidanzato e l’attuale compagno di Pizzoli. E intanto ad Arischia si piange per la morte della ragazza che negli ultimi tempi frequentava poco il paese, dove però aveva molti amici. E in tanti raccontano della sua passione per i cani, della ricerca di un lavoro che però non era riuscita a trovare. Una tragedia inaspettata e ancora inspiegabile. La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale San Salvatore in attesa dell’autopsia.
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