Muore dopo 48 ore al pronto soccorso

I parenti dell’anziana di 96 anni: «Era su una barella, situazione disumana». La Asl: «Rifiutati trasferimento e intervento»
AVEZZANO. Muore a 96 anni dopo essere rimasta per due giorni e due notti su una barella al pronto soccorso. È quanto capitato a un’anziana marsicana, finita all’ospedale di Avezzano a causa di un blocco intestinale. Nella struttura sanitaria, stando a quanto segnalato dai familiari della donna, non c’erano posti letto disponibili. Si tratta dell’ennesimo caso che vede il pronto soccorso al centro delle polemiche. Da qualche settimana, il reparto è costretto a far fronte a una ingente mole di lavoro e più pazienti sono stati obbligati a restare ore, a volte giorni, sulle barelle, in attesa di un letto libero.
Un problema ricorrente che anche a detta dei sindacati rappresenta «una situazione di sovraffollamento cronica» e uno «stato di disallineamento tra la domanda dei pazienti del territorio marsicano e l’offerta sanitaria». Una situazione che sta suscitando critiche da parte di numerosi pazienti e familiari costretti a restare in attesa per giorni in condizioni spesso drammatiche.
«Bisogna restituire ai pazienti», spiegano i familiari dell’anziana originaria di Capistrello, «la dignità di non morire su una barella, come quello che è successo a noi. Questi lettini sono spesso usurati e non tutti sono dotati di sbarre. Stare tante ore su una barella, che è più stretta di un letto, che spesso non permette di allargare le braccia, non è facile. Anzi è disumano».
Anche un altro paziente è rimasto tre giorni su una barella, sempre a causa della carenza di posti letto. Sono casi limiti, ma comunque frequenti. Una situazione segnalata già alla fine dello scorso mese che, a quanto pare, sembra non cambiare. Sullo specifico episodio della 96enne, la Asl ha tenuto a sottolineare che i familiari si sono opposti a un trasferimento in strutture ospedaliere di altre città della provincia.
«La paziente che aveva 96 anni doveva essere operata», afferma il manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, «in merito all’anziana signora deceduta al pronto soccorso, ma i parenti si sono opposti all’intervento e a un eventuale trasferimento in altri ospedali della provincia. La paziente, nei giorni scorsi, si è presentata con dolori addominali e dagli esami effettuati, tra cui la Tac, è emersa un’occlusione intestinale. I medici hanno quindi comunicato ai parenti la necessità di sottoporla a intervento chirurgico ma i congiunti non hanno dato il consenso, anche per l’età molto avanzata. Il personale medico, preso atto di questa volontà, ha così assistito fino in fondo la donna che poi è deceduta durante una permanenza di circa 48 ore al pronto soccorso».
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