Muore due anni dopo l’investimento

Incidente in via Sant’Andrea: il bracciante agricolo era in una struttura riabilitativa
AVEZZANO. Era finito in una struttura riabilitativa dopo un incidente avvenuto nel 2017, mentre percorreva con la sua bici via Sant’Andrea, non lontano da un campetto di calcetto in località Papacqua. A distanza di due anni è morto e ora l’investitore rischia una incriminazione per omicidio stradale. La vittima è uno straniero di 57 anni, che si è spento a Bolognano, nel Pescarese, in una clinica riabilitativa dove si trovava da oltre due anni a seguito delle lesioni riportate nell’incidente. Musthafa Dami, marocchino, residente a Trasacco da diverso tempo, era stato investito mentre era in sella alla sua bicicletta utilizzata per gli spostamenti nel Fucino. Un incidente avvenuto il 22 maggio 2017. Dopo il decesso è stata eseguita una ricognizione all’ospedale di Pescara e la salma è stata restituita ai familiari come disposto dalla Procura di Avezzano, che si è occupata dell’inchiesta. I rilievi dell’incidente erano stati eseguiti dalla polizia locale di Avezzano coordinata dal comandante Luca Montanari. L’investitore si era fermato e aveva prestato soccorso al nordafricano, chiedendo l’intervento di un’ambulanza. Il violento impatto aveva causato la rottura del parabrezza della Fiat Uno. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, erano intervenuti gli operatori del 118 che avevano trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale a cause delle profonde lesioni riportate alla testa. Ora l’imputazione nei confronti del conducente dell’auto, un avezzanese, potrebbe cambiare, soprattutto perché l’incidente è avvenuto successivamente all’entrata in vigore del reato di omicidio stradale. In quel tratto di strada è frequente trovare stranieri che raggiungono in bici il luogo di lavoro nei campi. Si tratta di una strada molto pericolosa e i cittadini, da anni, ne chiedono la messa in sicurezza. (p.g.)
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