Muore il prete dei moti di Trasacco

14 Ottobre 2016

Don Saracino stroncato da una malattia, aveva 53 anni e da dieci era a Rieti

TRASACCO. È morto a 53 anni dopo una lunga malattia e dopo 24 anni di sacerdozio. Don Antonio Saracino, per diversi anni sacerdote nella Marsica, da una decina di anni si trovava a Rieti come presbitero diocesano. Cordoglio tra i tanti fedeli della diocesi reatina ma anche nella Marsica dove il sacerdote aveva svolto la sua missione pastorale in diverse parrocchie e dove aveva dovuto, peraltro, affrontare molte difficoltà.

Era rimasto, infatti, suo malgrado, coinvolto nella vicenda dei moti di Trasacco, iniziata nel 2001 e durata più di un quinquennio con proteste, sommosse popolari, denunce, spaccature e riappacificazioni tra il clero e i fedeli, tra la gente e la chiesa che e che fece finire 69 persone sotto inchiesta.

Una vicenda scaturita dalla decisione di chiudere il convento dei cappuccini trasferendo l’ultimo frate rimasto, padre Emilio.

L’allora giovane sacerdote, originario di San Pietro Vernotico (Brindisi), fu assegnato alla chiesa di Trasacco dall’allora vescovo dei Marsi Lucio Renna, accettando con umiltà e obbedienza lo scomodo incarico.

Incarico che, oltretutto, non poté mai ricoprire a causa dell’occupazione della chiesa. Fu trasferito successivamente a Cappelle dei Marsi e poi nella diocesi di Rieti dove ha vissuto con coraggio e discrezione la malattia e dove ha continuato a portare avanti con grande preparazione e fede il suo apostolato e la sua missione tra i fedeli.

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