Muore in ospedale, per la Regione è Covid

Decesso di una 92enne di Villa Sant’Angelo nel bollettino delle vittime. Il sindaco: ci risultava guarita
L’AQUILA . Torna a salire la curva dei contagi in provincia, con 12 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, ma secondo il bollettino pubblicato dall’Asl nessuna positività è emersa in città e nei comuni limitrofi. La Regione, nel report quotidiano, indica due decessi legati al Covid, di cui uno riguarda una donna di 92 anni di Villa Sant’Angelo, Pasqualina Innocenzi. «L’anziana è deceduta in ospedale», spiega il sindaco Domenico Nardis, «dove però era ricoverata per un’altra patologia. A noi risulta che avesse contratto il Covid, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino, ma che in seguito si fosse negativizzata e si trovava al San Salvatore per altre complicanze. Al momento», precisa il sindaco di Villa Sant’Angelo, «nel nostro comune abbiamo quattro casi, tutti nello stesso nucleo familiare».
Sul fronte vaccini, il consigliere comunale di Italia Viva Paolo Romano interviene sulla vicenda dei 19 casi riscontrati in città in due centri di accoglienza e sulla richiesta di un protocollo unico per le vaccinazioni dei migranti fatta dal sindaco Pierluigi Biondi al sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che ha visitato venerdì l’hub di San Vittorino: «Sono sicuro», dice Romano, «che quando Biondi ha proposto al sottosegretario un protocollo unico per la somministrazione delle dosi vaccinali a migranti e senza fissa dimora, dopo che in città sono stati registrati 19 casi di positività tra gli ospiti di due centri di accoglienza, Costa abbia tranquillizzato il sindaco sul fatto che si tratta di un tema già in agenda del Governo. La vaccinazione ai migranti è infatti la proposta lanciata due giorni fa da un’altra sottosegretaria: la senatrice Teresa Bellanova di Italia Viva. La Bellanova, tra l’altro, è consapevole che per vaccinare i migranti non basti un protocollo unico, ma serva un’ordinanza da parte del ministero della Salute che equipari il vaccino alle cure mediche d'urgenza». Secondo Romano, «l’occasione di un colloquio con il sottosegretario avrebbe richiesto una riflessione ulteriore sulle vaccinazioni, toccando il tema dei minori. I genitori italiani di ragazzi dai 12 ai 18 anni, si chiedono che cosa fare. E non è possibile ascoltare che non è consigliato ma neanche proibito o, molto peggio, essere bombardati da tante opinioni quanti sono i virologi più in voga». (r.s.)

