Muore nel sonno Ventrone, artista innamorato dell’Abruzzo

Il pittore romano passava lunghi periodi a Collelongo, che l’amico Del Turco gli aveva fatto conoscere In mattinata la falsa notizia di un’esplosione nella sua casa, lo ha trovato la moglie venuta dalla capitale
COLLELONGO. Si era innamorato al primo sguardo dei luoghi simbolo della natura abruzzese, dei paesaggi mozzafiato e dei tramonti della Vallelonga. Per lui erano fonte di ispirazione artistica tanto che trascorreva sei mesi dell’anno a Collelongo. Ed è qui che è morto il celebre pittore Luciano Ventrone, 78 anni, colto da malore durante la notte.
Inizialmente si era diffusa la voce secondo cui l’artista era rimasto vittima di una esplosione causata da un accendino e da una bombola di ossigeno. Ma Ventrone è morto per un malore che lo ha colpito nel sonno. Soffriva da tempo di problemi polmonari. A trovarlo, già senza vita, è stata la moglie, Miranda Gibilisco, arrivata a Collelongo da Roma allarmata dalle mancate risposte del marito alle sue telefonate. Oltre alla moglie, il maestro lascia il figlio Massimo, la sua allieva Tania. I funerali si terranno questa mattina in forma strettamente riservata, la camera ardente è stata allestita nella sua casa di Collelongo.
Ventrone era nato a Roma nel 1942, aveva frequentato il liceo artistico della Capitale e dopo il diploma, conseguito nel 1964, si era iscritto alla facoltà di Architettura che frequentò fino al 1968, anno in cui decise di abbandonare gli studi per dedicarsi interamente alla pittura. Poi si trasferì in Abruzzo, terra della moglie, e precisamente a Collelongo, anche grazie all’amicizia con Ottaviano Del Turco, ex governatore dell’Abruzzo e già deputato per una legislatura e senatore per due. Il percorso della sua pratica artistica, lungo quasi 60 anni, parte dagli esordi con le sperimentazioni geometriche, passando per l’informale e l’arte programmata, fino alla sua lunga ricerca sui vari aspetti della Natura con il suo personale «realismo-astrattismo» per il quale è diventato famoso in tutto il mondo e che spiegava così: «Lo studio della pittura non è la mera rappresentazione dell’oggetto ma è colore e luce: i giusti rapporti fra le due cose danno la forma nello spazio. Il soggetto non va visto come tale, ma astrattamente». È questa sua ricerca dell’invisibile che ha destato nei decenni l’attenzione di critici e storici dell’arte, da Zeri a Giorgio Soavi, Roberto Tassi, Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Marco Di Capua, Antonello Trombadori, Edward Lucie-Smith, Angelo Crespi, Beatrice Buscaroli, Evgenia Petrova, a Victoria Noel-Johnson. Il critico d’arte Federico Zeri lo definì«il Caravaggio del XX secolo» per le straordinarie nature morte. La moglie ha annunciato l’istituzione di una fondazione che aiuterà ragazzi promettenti e con talento artistico. L’iter era stato già avviato. Miranda Gibilisco ha poi ricordato il grande legame del marito con la terra d’Abruzzo e con Collelongo: «Qui Luciano aveva un caro amico, Ottaviano Del Turco, che lo ha portato qui nel '96, in estate, e lui si è innamorato di questo posto. Abbiamo comprato il terreno e progettato la casa e lo studio. Lui era felice qui. Sarebbero voluti arrivare da tutto il mondo per l’ultimo saluto, ma ci sarà una cerimonia privata a causa del Covid»,. «Sorpresa, stupore, meraviglia sono solo alcuni degli aggettivi che hanno definito e caratterizzeranno per sempre la tua opera senza confini», hanno dichiarato dal Polo museale di Gualdo Tadino, che nel 2018 ospitò la mostra evento “Meraviglia ed estasi”, a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi, «esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e ci uniamo al dolore di tutta la famiglia».
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