Muore per il Covid a 96 anni, lutto a Roio

L’infezione torna a colpire dopo la tregua. Italo Perilli era stimato conoscitore della storia del paese
L’AQUILA. Tornano i lutti in città per il Covid. Roio piange la morte di Italo Perilli, 96 anni, tanti dei quali da emigrato in Australia. Vantava anche un’esperienza in Seminario. Apprezzato come uomo di profonda fede e cultura, Perilli era un conoscitore profondo della storia e delle tradizioni del suo paese.
«Lucido e curioso della vita fino alla fine»: così lo descrive chi lo conosceva bene e lo frequentava da sempre. Il suo decesso è stato inserito tra quelli causati dal coronavirus, secondo il bollettino medico diffuso dalla Regione, dopo una tregua che in città durava ormai da prima dell’estate. Si è trattato del secondo caso di morte attribuita all’infezione negli ultimi giorni in provincia, dopo quello dell’ingegnere centenario originario di Pettorano sul Gizio. Perilli era già ricoverato al San Salvatore per diverse gravi patologie, quando le sue condizioni cliniche sono precipitate anche a seguito dell’infezione da Covid-19. Ricordi e frasi di cordoglio e commozione sono state dedicati a Perilli tramite le pagine Facebook. «Sei roiano se hai sempre Roio nel cuore», è il pensiero di Valentina Perilli, «avrei così tante cose da dire su di lui. Era un piacere parlarci perché era davvero un pozzo di conoscenza. Quante cose mi hai raccontato, su Roio e sulle sue dinastie. Avresti potuto scrivere un libro così almeno non le avremmo dimenticate. Eri internazionale, conosciuto e stimato ovunque. Zizó ci mancherai moltissimo. Ti immagino ora intento a salutare lassù tutte le persone di cui ci hai parlato, fai con calma, ora non c'è più nessuna fretta».
Un parente aggiunge: «Lascia un vuoto nei nostri cuori. Sei stata una persona generosa, affettuosa e sempre sorridente». I funerali di Italo Perilli sono stati fissati per oggi alle 15 nella chiesa della Santissima Annunziata a Colle di Roio. La messa funebre sarà celebrata dal parroco don Osman Prada. L’incidenza del coronavirus è in risalita non solo nei casi più gravi che comportano conseguenze letali. Negli ultimi giorni l’ambulatorio ospedaliero che somministra i tamponi ha registrato un sostanziale incremento dei positivi. «Siamo passati rapidamente da 11 a 14 contagiati su una media di 60 test giornalieri», evidenzia il dirigente di Malattie infettive Alessandro Grimaldi, «e la tendenza è destinata a crescere ancora».
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