Muore sulla pista dell’Incoronata

Santostefano, 56 anni, è stato stroncato da un malore mentre correva insieme ad altri appassionati di atletica
SULMONA. Aveva terminato il primo giro della pista di atletica quando si è accasciato a terra. Non c’è stato nulla da fare per Mario Santostefano, 56enne di Castel di Sangro, residente a Sulmona, che ieri pomeriggio è morto a seguito di un malore, sulla pista di atletica dell’Incoronata. L’uomo, tesserato nella categoria Amatori master dell’associazione Amatori atletica Serafini, era tornato sulla pista dei campionati italiani cadetti dopo un periodo di pausa. I vertici della società e gli atleti hanno provato a prestare i primi soccorsi e hanno allertato il 118. I sanitari però non hanno potuto fare altro che accertare la morte dell’uomo e chiedere anche l’intervento dei carabinieri. Il corpo è stato coperto con un lenzuolo bianco e per evitare che qualcuno entrasse in pista, i militari, al comando del capitano Florindo Basilico, hanno chiuso tutti gli accessi. I carabinieri hanno ascoltato la testimonianza di chi era presente e anche dei rappresentanti della società sportiva.
L’ipotesi più probabile è che la morte sia seguita a un arresto cardiaco.
Sconvolti gli sportivi della Serafini, che conoscevano il 56enne da un paio di anni. «Era tesserato con noi da 2 anni ma non faceva gare», racconta Gino Carrozza, il presidente della società, «oggi era tornato in pista dopo un po’ che non lo vedevamo. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere prima che cominciasse ad allenarsi e poi l’ho visto iniziare una corsetta blanda, per un giro e mezzo della pista. Ad un certo punto è caduto e siamo corsi verso di lui». I vertici dell’Amatori Serafini tengono a precisare che tutti coloro che si allenano sulla pista dell’Incoronata sono tenuti ad essere tesserati, per essere in regola con i controlli e con i certificati di idoneità medica allo sport. «Come gli altri era in regola con tutto», aggiunge Carrozza, «non ci spieghiamo quanto accaduto, soprattutto perché era una persona che ogni tanto veniva qui ad allenarsi. Purtroppo il nostro essere severi su queste cose non è bastato, anche se tragedie del genere possono accadere in ogni momento. Ci spiace tantissimo per quanto accaduto». Il pensiero dei soci della società di atletica va soprattutto alla famiglia di Santostefano, che era venuto a vivere in città dopo aver chiuso un negozio di mobili a Castel di Sangro. Abitava con lui, vicino alla stazione, un fratello con problemi di salute e che probabilmente ora tornerà in Alto Sangro a vivere con le altre sorelle. «Era una persona gentilissima e molto affabile», ricorda chi lo conosceva, «ti salutava anche a centinaia di metri di distanza». Dopo gli accertamenti la salma è stata riconsegnata ai familiari.
Federica Pantano
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