Muore suora missionaria vittima del Covid a 76 anni

Suor Lidia è stata per anni nelle Filippine. Contagiata dal focolaio di San Gregorio In tutta la regione soltanto Barisciano e San Pio delle Camere restano in rosso
L’AQUILA. È deceduta ieri mattina in ospedale suor Lidia Pupatti, 76 anni, che dal 2005 al 2017 è stata superiora generale delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore “Ferrari”, le quali nel capoluogo hanno due sedi, una a San Gregorio e una all’Aquila, in zona piazzale Paoli. A portarsi via suor Lidia, originaria di Lucoli, è stato il Covid.
È noto che un focolaio del virus qualche settimana fa è stato individuato nella sede di San Gregorio (che è ancora chiusa) e ha colpito anche alcune religiose della sede dell’Aquila.
Suor Lidia è stata a lungo missionaria nelle Filippine dove aveva contribuito, insieme ad altre due consorelle, a fondare una loro “casa” a Villa Carolina di Metro Manila, diventata ben presto centro di attenzione e di attrazione per molte giovani filippine che hanno visto nelle Missionarie Zelatrici generosità, disinteresse, fede e carità, come si legge sul sito internet delle Suore Zelatrici.
Un sacerdote aquilano, don Bruno Tarantino, così ieri ha ricordato suor Lidia: «Non potevi che andartene nel giorno della festa di santa Caterina da Siena. Come lei eri una donna fatta fuoco dall’amore di Cristo. Abbiamo condiviso quei pochi mesi a San Marciano, io povero parroco e tu madre generale delle Zelatrici del Sacro Cuore. C’era stata subito intesa tra di noi. Cominciammo un ciclo di lectio divine nella casa madre. Poi quel maledetto terremoto del 2009 ci ha allontanati ma solo fisicamente. La mia chiesa distrutta. La vostra casa generalizia gravemente danneggiata. In esilio tutti. A febbraio mi avevi richiamato: don Bruno che ne pensi se ricominciamo a fare degli incontri di formazione? Ce n’è tanto bisogno. Il mio sì è stato di tutto cuore. Sapevo che con te ogni iniziativa era benedetta. Abbiamo dedicato tutte le domeniche della quaresima a riflettere su Giuseppe di Nazareth. La vigilia della Domenica delle palme mi hai chiamato dicendomi che non era il caso di vederci perché c’era un po’ di influenza in giro. Ci siamo dati appuntamento per dopo Pasqua. Oggi però il Covid maledetto ha posto la parola fine a questa promessa. Ma non può porre la parola fine all’amore che ci siamo dati. In Gesù nulla è perduto. Mi porterò per sempre la delicatezza con cui trattavi la mia mamma quando la invitavi a pranzo. La tua premura a mettermi la bustina di zucchero nel caffè. Il dono di una bottiglia di crema di limoncello, nonostante sapessi che fossi astemio. E tante altre cose che conservo gelosamente nel cuore e che tu oggi porti come dote davanti al Padre della vita. Dimenticarti sarà impossibile perché, come ti ho scritto nella dedica del mio ultimo libro, eri il volto concreto della tenerezza di Dio. A-Dio cara suor Lidia e ricorda quel progetto-sogno-speranza che insieme stavamo coltivando».
I funerali di suor Lidia Pupatti si svolgeranno domani alle 10.30 nella chiesa del Soccorso (cimitero dell’Aquila) secondo le norme dettate dalla pandemia.
Intanto, solo due comuni dell’Aquilano, Barisciano e San Pio delle Camere, restano in fascia rossa. Tutto il resto dell’Abruzzo va in fascia gialla, come deciso dall’Unità di crisi.
È ancora in risalita l’andamento dei contagi in città, con 17 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, rispetto ai 50 dell’intero territorio provinciale, dove l’incidenza è stata di 106,1 su 100mila abitanti. In base al report del Comune, gli attuali positivi all’Aquila sono 374, mentre nell’area aquilana le persone in sorveglianza attiva risultano 1.268. Per quanto riguarda gli altri comuni, 1 nuovo caso a Barisciano, 2 a Capitignano (entrambi in zona rossa), 1 a Tornimparte, 5 a Scoppito, dove il sindaco Marco Giusti raccomanda ai cittadini la massima attenzione nel rispetto delle norme di distanziamento e nell’utilizzo dei dispositivi di protezione.
«Il comprensibile desiderio di tornare a una situazione di normalità», afferma Giusti, «non deve mettere in pericolo le persone fragili e quelle più a rischio. Cerchiamo di vivere la socialità che ci è consentita, evitando assembramenti pericolosi».
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