Mura storiche da valorizzare: lavori in attesa per 5,5 milioni

Per riscoprire i sei chilometri della cinta attorno al centro non mancano le difficoltà causate dai privati La soprintendente chiederà al Comune un’intesa per la realizzazione di percorsi pedonali illuminati
L’AQUILA. La tutela e la valorizzazione delle mura storiche diventano una delle priorità cittadine. Dopo che per decenni sono state maltrattate, distrutte in alcune parti o considerate punti di appoggio per nuove costruzioni (pare che anche un pezzo dell’ex ospedale San Salvatore si trovi sulla cinta muraria) ora l’amministrazione comunale (intesa in senso trasversale, sia maggioranza che minoranza) comincia a comprenderne a pieno non solo il valore simbolico, ma anche quello economico (per le possibili ricadute turistiche).
COMMISSIONE
Delle mura (che hanno una storia di otto secoli) si è parlato ieri mattina nella commissione comunale “Gestione del territorio” presieduta da Luca Rocci, il quale ha prontamente accolto la proposta del consigliere Stefano Palumbo (Pd) di dedicare una seduta specifica a questo monumento che circonda la città per quasi 6 chilometri. Due momenti importanti hanno caratterizzato la seduta: l’intervento della soprintendente per L’Aquila e Teramo, architetta Cristina Collettini (che si occupa della tutela) e la “relazione” che Antonio Di Stefano del Segretariato regionale ai beni culturali (stazione appaltante) ha fatto sullo stato attuale delle mura sulle quali ci sono stati già importanti lavori di consolidamento. La soprintendente ha annunciato che chiederà al sindaco Pierluigi Biondi di concordare un protocollo d’intesa che possa portare a un progetto complessivo il cui obiettivo dev’essere la valorizzazione al meglio possibile delle mura (dai percorsi pedonali all’illuminazione). Di Stefano ha ribadito che sono in attesa di essere appaltati lavori per altri 5,5 milioni che in un tempo ragionevole dovrebbero restituire alla città la fruizione di quasi tutto il monumento. Di Stefano non ha nascosto le difficoltà – spesso create da privati – per “riscoprire” la cinta muraria e le antiche porte (almeno quelle di cui ancora si ha traccia). Ci sono criticità in particolare nella zona di Santa Croce-Porta Barete, nella zona di Porta Leoni e nell’area di Collemaggio. Alla seduta hanno partecipato anche le associazioni che, in passato, avevano curato alcuni tratti delle mura attraverso un disciplinare sottoscritto con il Comune nel 2017 e che è ormai scaduto e andrebbe rinnovato. «Penso che la commissione territorio da me richiesta», ha commentato Stefano Palumbo al termine della seduta, «sia stata un’utilissima occasione per riprendere un percorso virtuoso che si era purtroppo interrotto. Rinnovata la disponibilità delle associazioni della Compagnia delle mura all’adozione per la sorveglianza e la cura, ognuna di un tratto di mura, e stabilita la volontà della commissione di riunirsi periodicamente sul progetto di valorizzazione delle mura, non resta che accelerare sull’appalto dei lavori per il completamento di quello che è sicuramente il monumento più identitario della nostra città, testimonianza della fondazione dell’Aquila per volontà dei castelli vicini. Tramandare e rinnovare, con consapevolezza del passato e fiducia nel futuro, è un obiettivo che va perseguito collettivamente».

