Murata Gigotti, il Comune paga un milione

19 Gennaio 2020

L’ente municipale condannato a risarcire gli ex titolari dell’area verde di Coppito come indennità di espropriazione

L’AQUILA. Costa caro al Comune dell’Aquila l’acquisizione, tramite esproprio, di Murata Gigotti a Coppito. La vecchia giunta municipale di centrosinistra, infatti, aveva ordinato l’acquisizione dei terreni con una indennità provvisoria allo scopo di realizzarvi un parco. Ma la somma non è mai stata ritenuta accettabile dai titolari delle aree i quali hanno fatto ricorso. Non si tratta solo della famiglia Gigotti ma anche di una quindicina di altre persone, per lo più residenti a Roma, che hanno fatto opposizione alla stima investendo la Corte d’Appello (competente a giudicare su questo genere di controversie). La richiesta dei ricorrenti era finalizzata a sentir condannare il Comune in una misura che va oltre il doppio della stima fatta dall’ente, ovvero un milione e 300mila euro. L’ente, ovviamente, si era opposto chiedendo il rigetto della domanda. I giudici (Silvia Rita Fabrizio, Alberto Iachini Bellisarii, Francesco Filocamo) hanno accolto il ricorso «determinando l’indennità di espropriazione dell’immobile, per l’appunto, in un milione e 309mila euro oltre agli interessi legali a partire dal 18 luglio 2013».
I giudici hanno poi ordinato al Comune dell’Aquila di «depositare le somme detratto quanto già depositato in corso di procedura espropriativa». Questo, dunque, il dispositivo, che prevede le spese di giudizio a carico dell’ente, a prescindere, ovviamente, da ipotetiche deroghe consensuali su accordo delle parti. Come, per esempio, la rinuncia agli interessi legali pur di ottenere subito la somma dovuta.
La decisione poggia sulle affermazioni del consulente tecnico che valuta molto positivamente l’area in questione.
«Si tratta», scrivono i giudici nella motivazione, «di un’area con ottima esposizione, situata nel centro di Coppito, completamente circondata da aree edificatorie a vocazione residenziale già densamente edificate. Coppito, infatti, è una frazione a poche centinaia di metri dal principale insediamento commerciale della città e adiacente all’ospedale regionale e alle strutture universitarie». Il Comune, secondo quanto è scritto in sentenza, non ha fatto alcun rilievo sulla stima elaborata dal consulente. L’ufficio espropri comunale ha avviato al riguardo una proposta di riconoscimento di debito fuori bilancio.
I ricorrenti sono stati assistiti dagli avvocati Caterina Vignini, Federico Mannucci, Valerio Valeri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA