Museo civico archeologico, passo avanti

4 Agosto 2020

La Soprintendenza invia al Comune le linee guida per la struttura di Santa Maria dei Raccomandati

L’AQUILA. «La recente trasmissione del documento “Linee di indirizzo metodologico e progettuale”, inviato al Comune dalla Soprintendenza per L’Aquila e cratere nei giorni scorsi, costituisce un utile avanzamento per il percorso attuativo volto alla realizzazione del Museo civico archeologico presso il complesso di Santa Maria dei Raccomandati». Lo afferma la Soprintendenza in una nota. «Le linee di indirizzo sono infatti il contributo tecnico scientifico messo a punto dalla Soprintendenza nell’ambito del Tavolo tecnico attivato dal 2017 per la definizione congiunta del percorso attuativo, e consentiranno al Comune – in qualità di committente e soggetto attuatore/beneficiario dei finanziamenti – di attivare la procedura di selezione per l’affidamento dell’incarico di progettazione del restauro e dell’allestimento museale. La prima idea di destinare il complesso di Santa Maria dei Raccomandati a sede museale risale al 1990», prosegue la Soprintendenza, «ed è stata portata avanti operativamente, con la Soprintendenza archeologica per l'Abruzzo, giungendo quasi alla conclusione nel 2009. Ma il percorso è stato bruscamente interrotto dall’evento sismico, che ne impedì l’inaugurazione».
«Dal 2017, a ricostruzione avviata», si aggiunge nella nota, «è stato istituito uno specifico Tavolo tecnico tra Comune e Soprintendenza per L’Aquila e cratere per garantire il confronto costante e la costruzione di un percorso condiviso finalizzato all’elaborazione degli indirizzi procedurali, alla progettazione e alla definitiva realizzazione – dopo il restauro e recupero del complesso architettonico danneggiato dal sisma – del Museo civico che la città attende da anni. l complesso di Santa Maria dei Raccomandati risale al XIV secolo ed è nato per ospitare un Ordine monastico femminile. Da allora ha subìto innumerevoli trasformazioni che ne hanno modificato profondamente l’impianto originario, ma il tessuto parcellare medievale si legge ancora in alcune tracce di decorazione che si inframmezzano ad apparati decorativi che spaziano fino al XIX secolo».
«L’articolazione degli spazi e la collocazione centrale nel tessuto del centro storico», sottolinea la Soprintendenza, «insieme al programma espositivo dedicato alla storia antica della città e del territorio, ne fanno un luogo destinato a divenire centrale nel panorama delle sedi e istituzioni culturali cittadine. È un progetto importante per restituire alla città e al territorio parte del cospicuo patrimonio archeologico che costituisce l’identità del tessuto sociale e storico riscoperto negli ultimi dieci anni grazie al prezioso lavoro di salvaguardia e tutela archeologica effettuato negli anni dalla Soprintendenza archeologica per l’Abruzzo di Chieti e poi, dal 2015, dalla Soprintendenza per L’Aquila». Il documento è stato elaborato da un gruppo composto dai funzionari della Soprintendenza Giulia Pelucchini, Antonio Di Stefano e Antonio Mellano, coordinato dalla Soprintendente Alessandra Vittorini.