Museo civico, lavori al via
Il sisma del 2009 ne impedì l’apertura. Ora ci si riprova
L’AQUILA. Ideato nel 1990, il progetto del museo civico archeologico di Santa Maria dei Raccomandati, nel cuore della città, potrebbe concretizzarsi. L’ex convento ospiterà anche una selezione di reperti venuti alla luce durante le indagini archeologiche post-terremoto. A darne notizia è la soprintendente per L’Aquila e il cratere, Alessandra Vittorini, al termine della prima riunione di un tavolo tecnico che si è svolta mercoledì scorso, come spiegato dalla pagina Facebook dell’ente. «Riattivato il percorso condiviso tra Soprintendenza e Comune per la realizzazione del museo civico archeologico nel Convento di Santa Maria dei Raccomandati, dando attuazione all’originario progetto avviato sin dal 1990», è scritto nel post, «dopo un lungo iter di approfondimento progettuale condiviso tra il Comune e l’allora Soprintendenza archeologica di Chieti, il Museo, destinato a esporre reperti e testimonianze archeologiche provenienti dal territorio aquilano, era giunto a completamento per la prevista riapertura nella primavera del 2009. Un cammino interrotto dal sisma del 6 aprile, che da oggi è pronto a ripartire». Nella riunione che si è svolta mercoledì scorso, convocata nella sede della Soprintendenza, il gruppo di lavoro composto dalla stessa Vittorini e dal dirigente del settore Ricostruzione Pubblica, Vittorio Fabrizi, con i rispettivi funzionari tecnico-scientifici, «ha avviato l’esame degli aspetti generali dell’intervento», è specificato: «dal restauro conservativo del convento e della chiesa al cronoprogramma dei lavori, al progetto scientifico e museografico, fino alla definizione dei reperti da esporre, che comprenderanno anche una selezione significativa dei recenti ritrovamenti provenienti dalle indagini archeologiche condotte in città e nel territorio». Questa la novità rispetto al progetto iniziale: i reperti venuti alla luce durante gli scavi successivi al 2009 potranno trovare spazio all’interno delle stanze del museo, in centro storico. Non è escluso che negli ambienti possano essere ospitati anche i resti derivanti dai lavori di messa in sicurezza del post-sisma. L’ex convento è stato inserito dall’amministrazione comunale nel Piano delle opere pubbliche. I lavori di restauro e consolidamento nello stabile dovrebbero concludersi entro il 2020. L’intervento complessivo ammonta a oltre 13 milioni di euro, stanziati dal Cipe che a fine febbraio ha erogato oltre 164 milioni di euro con cui verranno finanziati interventi su edifici strategici, cimiteri e strutture a servizio delle comunità colpite dal sisma del 2009. Tra le opere di maggior pregio del museo dovrebbe essere esposto il preziosissimo letto d’osso rinvenuto nella necropoli di Fossa, risalente al II-I secolo avanti Cristo, e ora conservato a Celano. (m.c.)
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