Museo contadino, degrado in mostra

L’opposizione di Pratola Peligna: «Il sindaco ci dia le chiavi, lo bonificheremo»
PRATOLA PELIGNA. Doveva diventare un fiore all’occhiello per attirare turisti e comitive di scolaresche, ma è finito nel degrado. Si tratta del Museo della civiltà contadina di Pratola.
A lanciare l’allarme sulle cattive condizioni della struttura sono stati gli esponenti della minoranza del gruppo Pratola Insieme formato da Alessandra Tomassilli e Salvatore Pizzoferrato che ora ne chiedono le chiavi.
«Non ci son parole per descrivere il danno causato dall’incuria in cui è stata lasciata la struttura», hanno detto Alessandra Tomassilli e Salvatore Pizzoferrato, «come al solito l’amministrazione guidata dal sindaco Antonella Di Nino si ferma ai soli proclami, così come fece anche il suo consigliere Aldo Di Bacco. Abbiamo deciso di riportare il museo al centro dell’agenda politica, scritto una lettera al sindaco e in qualità di consiglieri comunali richiesto le chiavi della struttura per poterla bonificare, a titolo di volontariato. Ora attendiamo una celere risposta dal primo cittadino».
Il Museo della civiltà contadina, inaugurato il 20 agosto 1995 nel vecchio mulino dei Celestini, un edificio del 1400 e inserito nelle guide del ministero per i beni culturali, doveva diventare un luogo per far conoscere il centro peligno e la sua tradizione legata al lavoro nei campi. Poi si pensò alla trasformazione dello stesso in una enoteca, ma per farlo non furono intercettati alcuni finanziamenti.
Di recente, molto probabilmente anche a opera di vandali, il portone d’ingresso è stato divelto e le preziose testimonianze che si trovano nella struttura sono state abbandonate a loro stesse, immerse nella polvere e nella sporcizia.
Da qui le polemiche dei consiglieri del gruppo Pratola Insieme.
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