Museo del cibo, la lite è servita

Il vicesindaco di Avezzano attacca il Patto territoriale. Ruscio replica: lacrime di coccodrillo
AVEZZANO. Dopo l’approvazione del progetto da due milioni e mezzo di euro per la realizzazione del Museo del cibo a Carsoli, interviene il Comune di Avezzano che, per voce del vicesindaco, Ferdinando Boccia, dice no alla collocazione nella Marsica occidentale e annuncia un incontro con l’assessore all’Agricoltura, Dino Pepe.
Il presidente del Patto territoriale, ente promotore del progetto, Loreto Ruscio, parla di lacrime di coccodrillo da parte del Comune di Avezzano: «Abbiamo fatto di tutto per realizzare il museo in città, ma la scarsa collaborazione da parte del Comune ce lo ha impedito e non potevamo perdere i fondi a causa dell’amministrazione Di Pangrazio».
Il piano, dopo ripetuti annunci, è stato già approvato dal Comune di Carsoli e dal Ministero.
Secondo Boccia, che ha inviato una lettera a Pepe, anche a nome di alcuni sindaci presenti a una adunanza sulla sanità di mercoledì scorso, «la Regione non può assistere inerte allo scempio che il Patto territoriale sta perpetrando nella Marsica. La sede del Museo del cibo», afferma Boccia, «con sconcertante e impudente decisione del vertice gestionale del Patto territoriale è stata addirittura spostata dal Crab di Avezzano al Polo fieristico di Carsoli. Una decisione assolutamente rilevante che, insieme alle apportate modifiche progettuali, muta radicalmente l'indirizzo politico dell'accordo di programma. Il Museo del cibo ha senso solo se realizzato al Crab, struttura regionale di ricerca sulle biotecnologie agrarie, e l'eventuale spostamento a Carsoli stravolge completamente il progetto originario».
«Il Patto territoriale», replica Ruscio, «ha fatto di tutto per mantenere il progetto ad Avezzano, operando in stretto raccordo con la Regione, il Comune e tutti gli altri attori del territorio. E la storia del progetto lo dimostra. Purtroppo l’incertezza sul futuro del Crab, la scarsa collaborazione del Comune e addirittura il tentativo di sabotaggio da parte del vicesindaco che, convocato dall’assessore Pepe a metà novembre all’Arssa, ha comunicato di non voler partecipare, ci hanno indotto ad accorpare il progetto al centro fieristico di Carsoli prima della scadenza del 30 novembre. Risulta incomprensibile, quindi, cosa voglia ora dalla Regione Boccia, evidentemente frustrato perché non è riuscito a traghettare in porto un altro piano». Pietro Guida
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