Museo della ceramica chiuso per burocrazia ora pronto ad aprire

Allestimento con parte dei 12mila pezzi dal XIII al XIX secolo Si tratta dei reperti dell’ex convento di San Domenico
L’AQUILA. Apre il museo chiuso da anni per colpa della burocrazia. Una collezione di 12mila pezzi mai diventata visitabile in quanto mancava l’intesa per la gestione. Ora sembrano superati tutti gli ostacoli.
Mercoledì alle 10,30, nel porticato del chiostro dell’ex convento di San Domenico (via Buccio di Ranallo 65/A), attuale sede della Corte dei Conti Abruzzo e dell’Avvocatura di Stato, si terrà la presentazione dell’allestimento museale «curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province dell’Aquila e Teramo e dall’Università dell’Aquila», informa l’Ateneo, in cui saranno esposte «le ceramiche rinvenute durante i lavori di ristrutturazione e restauro dell’ex complesso conventuale. Si tratta di un ritrovamento eccezionale, composto da migliaia di reperti databili dal XIII al XIX secolo, il più grande avvenuto in tempi recenti in Abruzzo per quanto riguarda la ceramica e la maiolica arcaica».
Nell’allestimento, che sarà ospitato in una sala dell’ex convento e farà parte integrante del Pomaq, il Polo museale dell’Università, saranno esposti nelle teche circa 400 reperti e altri 1.200 saranno collocati nelle cassettiere espositive. In totale i reperti ritrovati, inventariati e catalogati sono circa 12mila.
I ritrovamenti sono stati effettuati dal Provveditorato alle Opere pubbliche durante i lavori al convento, l’allestimento espositivo è stato fatto dallo stesso Provveditorato nel 2010 e la catalogazione è stata eseguita da incaricati del Provveditorato. Vista l’impossibilità di una gestione del museo da parte del ministero della Cultura, il Provveditorato ha fortemente voluto affidare il materiale rinvenuto al Polo museale dell’Università. Al lancio saranno presenti il rettore Edoardo Alesse; la dirigente della Soprintendenza, architetta Cristina Collettini; la funzionaria archeologa della Soprintendenza L’Aquila e Teramo Alberta Martellone; i professori Alfonso Forgione e Michele Maccherini, docenti, rispettivamente, di Archeologia cristiana e medievale e di Storia dell’arte moderna al Dipartimento di Scienze Umane.(cr.aq)
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