Museo della memoria Il sottosegretario Vacca sposa l’idea

24 Gennaio 2019

L’annuncio in occasione della cerimonia inaugurale del 50° anno di attività dell’Accademia di Belle arti

L’AQUILA. «L’Accademia è una realtà d’eccellenza, non solo abruzzese, e lo è da 50 anni. In questo mezzo secolo, ha avuto sempre docenti di altissimo livello e ha formato tanti bravi allievi». A dirlo è stato il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, ieri all’Aquila per partecipare, insieme al filosofo Giacomo Marramao, alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Accademia di Belle Arti. Era il 1969, quando, su iniziativa di Luciano Fabiani e del senatore Achille Accili, venne istituita l'Accademia, che aprì la sua prima sede in centro storico, su corso Vittorio Emanuele. Sede che ben presto, ha ricordato il presidente Roberto Marotta, si rivelò piccola per ospitare tutti gli studenti che frequentavano i corsi. Si decise, allora, ci costruirne una più moderna e spaziosa in periferia. Il ministero dei Beni culturali finanziò il progetto firmato dal celebre architetto Paolo Portoghesi, in quella che è oggi via Leonardo da Vinci. L'edificio venne completato nel 1989 e da allora è la sede ufficiale dell'istituzione. «Insieme all'Accademia», ha dichiarato Vacca, «e a tutti gli altri enti culturali aquilani lavoreremo per fare in modo che il decennale del terremoto sia un momento di riflessione su ciò che si è fatto e ciò che si deve ancora fare». «Su richiesta dell’amministrazione comunale», ha ricordato il direttore Marco Brandizzi, «abbiamo presentato alcune proposte per il simbolo da utilizzare in occasione delle cerimonie e delle iniziative previste. Contestualmente, abbiamo preparato alcuni progetti per un monumento in ricordo delle vittime. Ci sembrava il modo migliore per rendere omaggio a questa città e alla sua gente». E a proposito di decennale, Vacca ha annunciato che incontrerà il comitato dei parenti delle vittime del terremoto per discutere l'idea di realizzare, con una parte dei fondi stanziati dal Mibac per l'anniversario, un museo della memoria: «Ci saranno momenti di confronto, vedremo come concretizzare questa proposta, che mi sembra ragionevole e interessante». In 50 anni l’Accademia ha molto ampliato la propria offerta didattica. Oggi può vantare sette corsi di specializzazione: a quelli storici di pittura, scultura, decorazione e scenografia, si sono aggiunti fotografia, grafica e restauro, quest'ultimo diventato in poco tempo un fiore all'occhiello. «Puntiamo sulla qualità», spiega Brandizzi, «La nostra politica è di selezionare ragazzi motivati. Nel corso di restauro abbiamo un rapporto docenti/studenti di uno a cinque, che ci permette una qualità da scuola superiore». Malgrado la sua sede abbia resistito al terremoto del 2009, l’Accademia è costretta a fare i conti con la mancanza di spazi per lo svolgimento delle lezioni e delle attività laboratoriali. Ma ad aprile, ha annunciato Brandizzi, sarà inaugurato un nuovo padiglione da 600 metri quadri che sorgerà accanto all’edificio di Portoghesi.
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